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Bassetti denuncia gli insulti dopo il vaccino antinfluenzale

Il medico racconta la chiusura dei commenti su un video e accusa la politica di aver alimentato sfiducia, disinformazione e aggressività

Bassetti denuncia gli insulti dopo il vaccino antinfluenzale

Matteo Bassetti racconta di essere stato insultato sui social dopo aver pubblicato un video in cui mostrava di essersi sottoposto alla vaccinazione contro l’influenza. L’infettivologo ha spiegato di aver dovuto disattivare i commenti al filmato a causa dei messaggi ricevuti, collegando l’episodio al clima di contrapposizione che, a suo giudizio, si è consolidato attorno ai vaccini negli ultimi anni.

Il racconto sui social

Il medico, primario dell’Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova, ha riferito di aver pubblicato il contenuto il giorno precedente. Dopo la diffusione del video, la sezione dedicata ai commenti sarebbe stata chiusa per contenere gli insulti rivolti a chi aveva scelto di vaccinarsi. Bassetti ha presentato l’accaduto come un segnale della crescente aggressività con cui, anche sul web, vengono affrontate le discussioni sulla salute.

Nel suo intervento, l’infettivologo ha rivolto un appello ai politici italiani, americani e di tutto il mondo. Secondo Bassetti, durante e dopo la pandemia di Covid i vaccini sono stati trasformati troppo spesso in un terreno di scontro politico, con divisioni che sarebbero state alimentate anche da ragioni legate alla convenienza elettorale più che alla tutela della salute pubblica.

L’appello alla politica

Il medico ha indicato tra le conseguenze di quella contrapposizione la sfiducia nella scienza, la disinformazione e gli attacchi contro le persone che decidono di vaccinarsi. La sua posizione non esclude la possibilità di discutere le scelte adottate durante l’emergenza sanitaria, ma distingue il confronto sulle decisioni dalla trasformazione dei vaccini in una bandiera di appartenenza politica.

Bassetti ha sostenuto che la scienza non dovrebbe essere associata a una parte politica e che la salute non può diventare uno strumento di propaganda. A suo avviso, una politica ritenuta seria dovrebbe contribuire a ricostruire la fiducia, ascoltare gli esperti e fornire indicazioni sulle vaccinazioni quando sono appropriate, illustrando in modo trasparente benefici e rischi dei trattamenti.

L’infettivologo ha infine detto di voler continuare a parlare di vaccinazioni anche dopo gli attacchi ricevuti. Il suo messaggio è rivolto al recupero di un confronto pubblico fondato sulle informazioni scientifiche e non sulla contrapposizione tra schieramenti. Nel ragionamento affidato ai social, la salute dei cittadini viene indicata come una priorità distinta dal consenso elettorale.