Non esistono tre posizioni clinicamente validate capaci di garantire l’espulsione dell’aria intestinale senza dolore. Restare in piedi, fare una breve camminata o provare una pedalata molto lieve possono essere tentativi delicati, ma le prove a sostegno sono limitate. Alcune persone possono trarne beneficio, senza però ottenere necessariamente un sollievo immediato. Se il movimento provoca dolore o fa peggiorare i sintomi, è importante interromperlo.
La sensazione di avere aria bloccata non significa sempre che nell’intestino sia presente una quantità eccessiva di gas. Gonfiore, aumento della circonferenza addominale e volume effettivo dei gas possono infatti non coincidere. A influire sono anche la sensibilità dell’intestino, le variazioni del suo movimento e la coordinazione tra diaframma e parete addominale. Per questo, a parità di gas, persone diverse possono avvertire disturbi di intensità molto differente.
Tre tentativi a bassa intensità
Il primo movimento consiste semplicemente nel restare in posizione eretta per alcuni minuti, soprattutto se il fastidio è comparso da seduti o sdraiati. Un piccolo esperimento ha osservato un transito dei gas più rapido in piedi rispetto alla posizione supina, cioè sdraiati sulla schiena. Lo studio, tuttavia, coinvolgeva soltanto otto volontari sani e prevedeva l’introduzione artificiale del gas nell’intestino. Non è quindi possibile stabilire se alzarsi risolva un episodio spontaneo o in quanto tempo agisca.
Una seconda possibilità è una camminata lenta, preferibilmente a un ritmo confortevole. Uno studio ha rilevato un miglioramento del gonfiore in persone abituate a camminare per 10-15 minuti dopo ogni pasto. Il risultato è stato valutato dopo quattro settimane: non dimostra, dunque, che una singola passeggiata faccia uscire l’aria in pochi minuti. Durante un episodio lieve è consigliabile fermarsi se compare dolore o se il fastidio aumenta.
Il terzo tentativo è una pedalata molto lieve. Anche questo movimento ha mostrato un possibile effetto sull’eliminazione dei gas e una modesta riduzione dei sintomi, ma l’esperimento disponibile comprendeva soltanto otto persone ed era stato condotto in laboratorio. Non sono quindi note durata, intensità o modalità ottimali per l’uso quotidiano. Lo sforzo non va aumentato per cercare di spingere fuori l’aria: il dolore è un segnale per interrompere.
Le posture yoga comunemente presentate come utili per sgonfiare la pancia, comprese torsioni e posizione con le ginocchia al petto, non hanno prove dirette sufficienti per dimostrare che spostino meccanicamente il gas verso il retto. Nel complesso, le evidenze sull’attività fisica per il gonfiore funzionale restano molto incerte. I movimenti descritti non devono quindi diventare una prova di resistenza né un modo per ignorare un dolore significativo.
Quando serve una valutazione medica
È necessaria una valutazione urgente in presenza di dolore intenso o improvviso, soprattutto se associato a vomito, marcata distensione addominale e impossibilità di evacuare feci o gas. Questa combinazione può comparire in caso di ostruzione intestinale o di altre condizioni acute.
È opportuno rivolgersi al medico anche quando il gonfiore è frequente, cambia improvvisamente rispetto al solito o si accompagna a perdita di peso, stipsi, diarrea o dolore persistente. In queste situazioni occorre individuarne la causa, invece di continuare a considerarlo un semplice caso di aria intrappolata.