Lombardia

A Gallarate primo prelievo da donatore a cuore fermo

Fegato, reni, cornee trasferiti dopo procedura durata quasi dieci ore.

All’ospedale di Gallarate è stato completato il primo prelievo di organi da donatore a cuore fermo controllato realizzato nella struttura. Il donatore era un paziente di 75 anni, deceduto dopo una settimana di ricovero in terapia intensiva a seguito di un evento cardiaco acuto.

La procedura è durata quasi dieci ore, anche per la complessità delle operazioni necessarie a destinare gli organi ai diversi centri. Il percorso ha consentito di avviare la donazione di fegato, reni e cornee: il fegato è stato trasferito con un volo sanitario urgente verso un centro trapianti del Sud Italia, mentre i reni sono stati destinati a una struttura lombarda.

Un coordinamento tra più équipe

L’intervento ha richiesto un’organizzazione articolata, coordinata dal Coordinamento Regionale Trapianti e da AREU. Alle attività hanno partecipato le équipe chirurgiche del Policlinico di Milano, per il fegato, e dell’ospedale di Varese, per i reni. Da Varese è arrivato anche un team specializzato nell’ECMO mobile, necessario in assenza di un servizio di cardiochirurgia all’interno dell’ASST Valle Olona.

Il percorso organizzativo e clinico era stato avviato diversi giorni prima dell’intervento e ha coinvolto la Direzione medica e quella strategica, le responsabili del Coordinamento ospedaliero di procurement dell’ASST, il coordinamento regionale, i medici e gli infermieri della terapia intensiva, il personale di sala operatoria e gli specialisti dei laboratori e della radiologia. La valutazione del potenziale donatore ha richiesto inoltre il contributo di numerosi altri professionisti.

Il trasferimento urgente del fegato

La destinazione degli organi ha imposto una gestione sincronizzata delle diverse fasi. In particolare, il fegato è stato trasportato in urgenza a bordo di un volo sanitario partito dall’aeroporto di Milano Malpensa e diretto verso il centro trapianti del Sud Italia. L’organizzazione ha coinvolto strutture sanitarie, équipe chirurgiche e servizi di emergenza.

La direzione dell’ASST Valle Olona ha sottolineato il valore della collaborazione tra i professionisti e tra gli ospedali coinvolti, evidenziando la complessità della procedura e la necessità di rimodulare le attività dei diversi servizi per completare il percorso. Il risultato è stato attribuito al lavoro congiunto delle équipe interne, degli specialisti esterni e di AREU.

Un ruolo decisivo è stato riconosciuto anche alla scelta del donatore e alla disponibilità della sua famiglia. La donazione di organi e tessuti ha permesso di destinare il fegato, i reni e le cornee a persone in attesa di cure e trapianti.