Montale (PT)

Sul caso di Montale passa la consultazione sull’inceneritore

Modifiche statutarie approvate dall’assemblea; il gruppo di opposizione insiste sulla possibilità di coinvolgere i residenti

Il consiglio comunale di Montale ha approvato le modifiche allo statuto necessarie per introdurre una consultazione popolare sull’inceneritore. Nella stessa seduta, l’assemblea ha respinto la mozione presentata da Montale Rinasce, che chiedeva invece di ricorrere al referendum consultivo già previsto dall’articolo 41 dello statuto comunale.

Il confronto sulla competenza

Il gruppo di opposizione ha giudicato inadeguata la forma di partecipazione inserita nello statuto e ha sostenuto la possibilità di sottoporre la questione a referendum. Secondo il capogruppo Sandro Nincheri, non ci sarebbe un vincolo legato alla natura sovracomunale della materia, perché sul nuovo impianto da 100 mila tonnellate non esisterebbero ancora un progetto, una convenzione o un piano di ambito approvato.

Nincheri ha richiamato anche la scadenza, fissata al 2029, dell’unica convenzione attualmente esistente, relativa all’impianto in funzione. Da questa situazione, secondo Montale Rinasce, deriverebbe la possibilità per il Comune di promuovere il referendum, per il quale sarebbe già disponibile anche il regolamento.

Di diverso avviso il segretario comunale Giannicola Simari, che ha espresso un parere tecnico contrario alla possibilità di consultare i cittadini con lo strumento referendario. Nel suo intervento ha citato una serie di sentenze secondo cui, in materia ambientale, la competenza non sarebbe esclusiva dei Comuni. Nincheri ha replicato che il parere non risponderebbe alla sua tesi, basata sull’assenza di un vincolo già assunto dall’amministrazione.

La posizione dell’amministrazione

Il sindaco Ferdinando Betti ha affermato che devono essere rispettate le normative e che, per questo motivo, il referendum non può essere svolto. L’amministrazione, ha aggiunto, porterà comunque avanti la consultazione popolare prevista dalle modifiche statutarie e organizzerà assemblee pubbliche per fornire ai cittadini le informazioni necessarie.

Betti ha auspicato che il percorso si svolga in un clima di rispetto e serenità. Nincheri ha contestato questa prospettiva, sostenendo che sia difficile parlare di serenità dopo la rimozione degli striscioni. Lorenzo Bandinelli, capogruppo di Noi per Montale, ha ricordato che anche il suo gruppo era stato tra i primi a proporre il referendum, ma ha ritenuto prioritario procedere con la consultazione ora che le modifiche allo statuto sono state approvate.

Secondo Bandinelli, insistere sul referendum significherebbe perdere tempo: l’obiettivo condiviso dovrebbe essere quello di dare voce ai cittadini. Sulla mozione di Montale Rinasce, Noi per Montale si è astenuto, mentre il documento è stato respinto con i voti contrari del centrosinistra. Durante la seduta, il pubblico presente in sala e nella corte, dove era stato allestito un maxischermo, ha applaudito più volte gli interventi di Nincheri e ha rumoreggiato durante quelli del sindaco.