Parma (PR)

STU Stazione, a Parma si apre il confronto sul futuro dell’area

Serena Brandini chiede un percorso con i residenti e propone di valutare Questura e abitazioni per le forze dell’ordine.

Si chiude, dopo circa vent’anni, la lunga vicenda finanziaria della STU Stazione di Parma. L’omologazione del piano di risanamento consente ora di spostare l’attenzione sulla destinazione dell’area e sulle scelte urbanistiche che dovranno riguardare il quartiere San Leonardo e la città.

A sottolinearlo è Serena Brandini, consigliera comunale e capogruppo di Azione, secondo cui l’approvazione del piano rappresenta un passaggio positivo perché mette fine a un confronto concentrato per anni su debiti, creditori e risanamento. La nuova fase, sostiene, dovrebbe essere costruita coinvolgendo direttamente gli abitanti nelle decisioni.

Il coinvolgimento dei residenti

Brandini richiama le esperienze partecipative legate al Tardini e a piazzale Serventi come possibili riferimenti per definire un percorso di ascolto. L’obiettivo indicato è permettere ai cittadini di contribuire fin dalle prime fasi alla progettazione, non limitandosi a ricevere decisioni già assunte dall’amministrazione.

La consigliera considera inoltre meritevole di approfondimento l’ipotesi di realizzare la nuova Questura nell’area della stazione, una zona ritenuta delicata e strategica per la città. La proposta, precisa, dovrebbe essere valutata insieme alle altre possibili funzioni da insediare nel comparto.

Alloggi per le forze dell’ordine

Tra le ipotesi avanzate da Brandini c’è anche la realizzazione di alloggi destinati a quelle figure professionali che incontrano difficoltà nel trovare una casa a Parma. In particolare, la consigliera indica le forze dell’ordine, collegando questa eventuale scelta alla possibilità di rendere l’area più vissuta e di offrire una risposta a una necessità abitativa indicata come sempre più rilevante.

La conclusione della procedura di risanamento viene quindi descritta come l’avvio di una fase diversa, nella quale il tema centrale non sarà più soltanto finanziario. Per Brandini, la sfida consiste nel trasformare la zona in un’opportunità per San Leonardo e per l’intera Parma, attraverso decisioni condivise e con i residenti chiamati a svolgere un ruolo da protagonisti.