Prosegue a Siena il confronto sul possibile trasferimento dell’Ufficio Immigrazione della Questura. Fratelli d’Italia sollecita una soluzione rapida e indica come sede alternativa i locali di via Aretina, oggi occupati dal circolo Arci Due Ponti. Il circolo respinge però l’ipotesi e accusa il partito di voler utilizzare le criticità del servizio per arrivare alla sua chiusura.
La discussione si è riaccesa dopo il presidio organizzato venerdì dal sindacato di polizia Fps davanti alla sede delle Sperandie. Gli agenti hanno segnalato condizioni di lavoro ritenute inadeguate, tra cui l’assenza di riscaldamento nei locali. Secondo il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, il trasferimento dell’Ufficio Immigrazione insieme al resto della Questura, in viale Sardegna, richiederebbe tempi troppo lunghi rispetto alle necessità del personale.
Le ragioni di Fratelli d’Italia
In una nota, FdI definisce insostenibile la situazione attuale. Il partito sostiene che gli spazi siano insufficienti e non garantiscano condizioni sicure e dignitose agli operatori. Tra le criticità viene indicata anche l’assenza di un’area di attesa per gli utenti: famiglie con bambini, anziani e persone fragili sarebbero costretti ad attendere all’esterno, vicino a una curva cieca e a una strada esposta al traffico.
Su questo punto si concentra l’argomentazione politica del partito, secondo cui la sede di via Aretina rappresenterebbe l’opzione più adatta per tutelare sia gli agenti sia le persone che si rivolgono all’ufficio. Fratelli d’Italia considera incomprensibili le opposizioni della sinistra e del circolo e sostiene che non vi siano, nell’immediato, alternative capaci di risolvere una criticità definita cronica.
La replica del circolo Due Ponti
Il direttivo dell’Arci Due Ponti precisa di non mettere in discussione la necessità di garantire sicurezza al personale e un’accoglienza adeguata agli utenti. Il nodo, sostiene il circolo, riguarda invece la volontà di eliminare la sede associativa facendo leva sui diritti dei lavoratori e dei migranti. La nota accusa inoltre FdI di scaricare sul circolo responsabilità riconducibili a ritardi e carenze nella gestione istituzionale.
Il circolo contesta anche l’assenza di una pianificazione per l’eventuale trasferimento in via Aretina. Secondo l’Arci, l’insediamento di una struttura con un elevato afflusso quotidiano richiederebbe una valutazione preventiva su viabilità, parcheggi e vivibilità del quartiere. Il rischio, nella ricostruzione del direttivo, sarebbe quello di spostare i problemi della Questura sui residenti senza risolvere le difficoltà esistenti.
La contrapposizione resta quindi aperta. Da una parte FdI chiede un intervento tempestivo per superare le condizioni della sede delle Sperandie; dall’altra il circolo chiede un confronto più ampio e respinge l’ipotesi di sgombero. Il direttivo dei Due Ponti conclude ribadendo la propria opposizione al trasferimento e chiedendo che vengano individuate soluzioni idonee senza penalizzare il quartiere.