Siena (SI)

Siena fa fronte comune per il futuro di Monte dei Paschi

Le istituzioni chiedono garanzie formali su occupazione, marchio e ruolo territoriale dopo l’Opas di Intesa Sanpaolo

Siena si mobilita per difendere il ruolo di Monte dei Paschi nel territorio. Il presidio organizzato da Cgil, Cisl e Uil in occasione dell’assemblea degli azionisti ha riunito rappresentanti della politica e delle istituzioni, in una partecipazione trasversale che ha coinvolto esponenti di forze diverse. Al centro della protesta ci sono i possibili effetti del risiko bancario e dell’Opas di Intesa Sanpaolo sulla banca senese.

Il timore espresso durante l’iniziativa riguarda soprattutto un eventuale ridimensionamento della presenza di Mps, con conseguenze sull’occupazione, sull’indotto e sull’economia locale. La richiesta condivisa è che il futuro dell’istituto preservi l’integrità della banca, i livelli occupazionali e il rapporto diretto con il territorio.

Le richieste delle istituzioni

Il sindaco Nicoletta Fabio ha ribadito che l’integrità dell’istituto, la tutela dei posti di lavoro e il legame con la comunità senese rappresentano da sempre le priorità delle istituzioni cittadine. «L’auspicio è che tutto ciò possa essere garantito nel futuro della nostra città», ha dichiarato, soffermandosi anche sulla tempistica e sulle modalità con cui si è espresso il presidente della Fondazione. Fabio ha inoltre ricordato la posizione assunta dal governo, definendola legittima.

La presidente della Provincia, Agnese Carletti, ha definito la giornata storica e ha contestato alcune dichiarazioni provenienti dalla Fondazione, ritenute non coerenti con le richieste avanzate dagli enti locali. Secondo Carletti, l’assenza del ministero dell’Economia e delle finanze rappresenta un elemento rilevante. Le aperture arrivate da Intesa Sanpaolo sulla tutela del marchio e dell’occupazione, ha sottolineato, dovranno tradursi in garanzie formali.

La presidente della Provincia ha aggiunto che gli eventuali nuovi assetti del settore bancario dovranno essere valutati con pragmatismo e senso di responsabilità. Qualunque progetto di integrazione, secondo la posizione espressa al presidio, dovrebbe fondarsi su basi di pari dignità e prevedere un piano industriale solido, trasparente e di lungo periodo.

L’impatto sull’economia senese

Il possibile ridimensionamento della banca a Siena è stato richiamato anche da Massimo Guasconi, presidente della Camera di commercio. Le stime elaborate dall’ente riguardano in particolare l’eventuale perdita della direzione generale e una riduzione del credito disponibile. Il quadro delineato indica una diminuzione significativa del valore aggiunto prodotto dal territorio, quantificata in quasi il 10 per cento.

La richiesta di un intervento politico più incisivo è stata rilanciata anche dall’opposizione. Rossana Salluce, segretaria del Pd senese, ha indicato nel governo il principale assente, sostenendo che avrebbe potuto intervenire fin dall’inizio. Alessandro Fanetti, coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle, ha confermato l’impegno nella difesa della banca, evidenziando però le divergenze legate ad alcune dichiarazioni del presidente della Fondazione.

Al presidio è intervenuta anche Lorenza Bondi, consigliera comunale e delegata alle attività produttive del Comune di Siena, oltre che dipendente di Mps. La rappresentante ha sottolineato l’importanza di far comprendere il peso del Monte dei Paschi per l’economia locale e il significato della mobilitazione promossa dai sindacati.