Un altro tassello della road-map verso il restauro della Garisenda dopo l'improvvisa scoperta di rotazioni e inclinazioni non conformi ai tracciati monitorati fino a un paio d'anni fa. Con la fine di ottobre, la cosiddetta Fase 1 volge al termine. E così, dopo i micropali, in giornata sono arrivati anche i blocchi di carpenteria in acciaio, ovvero la base dei tralicci, le macchine da tiro da mettere attorno alla torre. Con questa operazione si va così verso la Fase 2 della complicata ed onerosa operazione, costo finale previsto sui 20 milioni, che ci accompagnerà fino al 2028 quando la Garisenda sarà tornata, si spera, come nuova. Alla faccia dei gufi che ne paventano il crollo o l'implosione dall'oggi al domani. Al via, da fine anno ad inizio 2027 della Fase “Macchine di Pisa”, dal nome dei tralicci utilizzati per raddrizzare la torre monumentale più famosa e probabilmente storta del mondo. Tralicci di 12 metri con cavi d'acciaio e ingegnoso sistema di contrappesi che, come una sorta di bustino d'un tempo, oggi corsetto ortopedico, correggeva eventuali disfunzioni della colonna vertebrale. Indi iniezione di malta per colmare i vuoti alla base, che il peso e l'azione impietosa e costante dell'acqua può aver creato. Prima della Fase finale, la 3, quando la paziente sarà liberata dalle coperture ed a quel punto si dovrà valutare la bontà di tutta la complessa macchina del restauro e monitorare settimana dopo settimana il report quotidiano che i mille sensori dentro la torre, ci restituiranno sullo stato di salute della Garisenda.
Bologna (BO)
Garisenda ultimo atto o quasi
Arrivati i basamenti per i tralicci, si chiude la prima fase del restauro. Torre "come nuova" nel 2028