È scontro politico a Rovigo sulle condizioni dello stadio Gabrielli e sul futuro delle strutture sportive circostanti. A sollevare la questione è Francesco Tagliacollo, iscritto al circolo cittadino del Partito democratico ed ex presidente dell’Union Vis, che definisce gravissima la situazione venutasi a creare attorno all’impianto.
Secondo Tagliacollo, le difficoltà dell’amministrazione comunale rischiano di interrompere il percorso di rilancio del Rovigo Calcio e di compromettere il progetto per una Cittadella dello sport nell’area del Gabrielli, comprendente i campi attrezzati e le strutture limitrofe.
La questione delle deroghe
Al centro della contestazione c’è la possibilità di disputare le partite casalinghe. L’esponente dem ricorda che da anni le gare domenicali vengono autorizzate attraverso una deroga rinnovata di settimana in settimana, proprio a causa delle condizioni dell’impianto. Una prassi consolidata, sostiene, che sarebbe stata interrotta improvvisamente dal nuovo vicesindaco.
Tagliacollo riferisce che il vicesindaco avrebbe comunicato l’impossibilità di proseguire con le deroghe, spiegando di aver ricevuto un’indicazione in tal senso da un dirigente. La sindaca, aggiunge, non avrebbe invece rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla vicenda. Da qui la richiesta di chiarimenti rivolta all’amministrazione e la critica per quello che viene definito un atteggiamento di silenzio.
I timori sul rilancio societario
Nella sua ricostruzione, Tagliacollo sottolinea il momento positivo attraversato dal Rovigo Calcio. Dopo anni di difficoltà, la gestione della società sarebbe passata a un gruppo ritenuto solido e intenzionato a investire. La squadra si trova al primo posto nel campionato di Promozione, risultato che avrebbe favorito il ritorno di numerosi sostenitori sugli spalti.
Il timore espresso dall’esponente del Pd è che l’eventuale trasferimento delle partite in un altro impianto provochi una riduzione immediata del pubblico e renda meno concreti gli investimenti ipotizzati per l’area. Tra questi viene citato il progetto della Cittadella dello sport, non limitato alle attività calcistiche.
Tagliacollo chiede inoltre di comprendere le ragioni per cui, dopo circa vent’anni, non sarebbe più possibile firmare le autorizzazioni necessarie. Nel suo intervento ipotizza che la vicenda possa essere collegata alle divisioni interne al centrodestra e ai contrasti sull’affidamento della gestione del Tennis Club Rovigo, assegnata alla nuova società attraverso un bando. Si tratta, precisa, di un’ipotesi e non di un fatto accertato.
La denuncia si conclude con un appello a evitare che contrapposizioni politiche incidano sul futuro delle attività sportive al Gabrielli. Nel testo non viene riportata una replica della sindaca, del vicesindaco o dell’amministrazione comunale alle contestazioni sollevate.