Umbria

Proietti spiega il mancato voto sul fine vita in Umbria

La governatrice rivendica una scelta di coscienza e indica hospice, sostegno familiare e assistenza domiciliare come priorità.

Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, ha spiegato le ragioni della sua mancata partecipazione al voto sulla disciplina del fine vita, approvata dall’Assemblea legislativa regionale nel ricordo di Laura Santi. In una dichiarazione, la governatrice ha definito la questione di grande rilievo etico, umano e costituzionale e ha sostenuto la necessità di un intervento del Parlamento.

Secondo Proietti, le sentenze della Corte costituzionale hanno già delineato un quadro di riferimento che le istituzioni sono chiamate a rispettare. Tuttavia, resta l’esigenza di una normativa statale in grado di garantire condizioni omogenee su tutto il territorio nazionale. Alle Regioni, ha osservato, spetta intervenire sull’organizzazione dei servizi sanitari, senza modificare i presupposti fissati dalla Consulta.

Il ruolo delle cure palliative

Nel ragionamento della presidente umbra, le cure palliative devono costituire un elemento essenziale della presa in carico sanitaria. Non rappresentano, ha sottolineato, un’alternativa alla libertà di scelta né sono in contrasto con il rispetto della volontà della persona. L’obiettivo indicato è assicurare a ogni paziente possibilità di cura, sollievo dalla sofferenza e accompagnamento, evitando che decisioni particolarmente difficili siano determinate dalla sensazione di abbandono o dalla mancanza di assistenza.

Proietti ha definito la propria una scelta personale e meditata, maturata nel rispetto delle diverse sensibilità e posizioni. La decisione di non partecipare al voto nasce, ha spiegato, dalla convinzione che su temi di questa portata debba essere riconosciuto uno spazio alla coscienza individuale, anche all’interno delle istituzioni. Il rispetto delle decisioni di ciascuno dovrebbe accompagnare anche l’azione pubblica.

Il piano della Regione

La presidente ha inoltre richiamato il percorso avviato dalla Regione Umbria per rafforzare la rete assistenziale. Con la deliberazione della Giunta regionale numero 76 del gennaio 2026 è stato definito il Piano di potenziamento delle cure palliative. Il documento fissa l’obiettivo di raggiungere entro il 2028 una copertura del 90 per cento della popolazione interessata da patologie croniche, evolutive e inguaribili.

Nel quadro delineato rientrano il potenziamento degli hospice, dell’assistenza domiciliare e dei servizi destinati alle famiglie. Per Proietti, la tutela della dignità della persona passa dalla disponibilità concreta di percorsi sanitari e assistenziali adeguati, capaci di sostenere pazienti e congiunti lungo tutte le fasi della malattia.