Lavagna (GE)

Porto di Lavagna, Marina d’Europa: “Stiamo valutando il ricorso in Cassazione”

L'associazione è presieduta da Roberto Formigoni con vice presidente il consigliere comunale di opposizione Claudio Lapetina

Porto di Lavagna, Marina d’Europa: “Stiamo valutando il ricorso in Cassazione”

Ieri, giovedì 21 maggio, anche il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso di Marina d’Europa, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dall’associazione di Roberto Formigoni con vice presidente Claudio Lapetina. Il ricorso contestava la procedura che aveva portato all’assegnazione della concessione demaniale del porto turistico di Lavagna.

L’associazione è presieduta da Roberto Formigoni con vice presidente il consigliere comunale di opposizione Claudio Lapetina

Il Tar aveva dichiarato, lo scorso novembre, irricevibile il ricorso presentato da Marina d’Europa contro il Comune di Lavagna, per chiedere l’annullamento di tutti gli atti della gara indetta da Regione Liguria, per conto di Palazzo Franzoni, per l’affidamento in concessione, mediante finanza di progetto, della gestione del porto turistico.
L’associazione aveva presentato 7 diversi motivi per chiedere l’annullamento degli atti. Ma il Tar aveva deciso che il ricorso era irricevibile in quanto notificato oltre il termine decadenziale di impugnazione previsto dal Codice del processo amministrativo, cioè 30 giorni dalla pubblicazione del bando di gara. Si erano costituiti in giudizio il Comune di Lavagna, Regione Liguria e F2i, unica società partecipante al bando.
Marina d’Europa, contro quella sentenza, ha presentato appello al Consiglio di Stato ma l’esito è stato nuovamente negativo. Il Consiglio di Stato, infatti, ha rigettato tutte le 12 motivazioni del ricorso e lo ha respinto. Ora Marina d’Europa dovrà anche sborsare 6.000 euro di spese di lite in favore di Comune di Lavagna, Regione Liguria e F2i.

“Siamo fortemente stupiti che il Consiglio di Stato non abbia neppure preso in considerazione la evidente violazione di una importante norma della legislazione comunitaria, nonostante noi l’avessimo messa in grande evidenza. Tale violazione, fuori di discussione, comunque rimane, e inficia la regolarità della procedura di gara – sostiene Formigoni – riteniamo dunque che la Stazione unica appaltante regionale avrebbe dovuto annullare la gara in autotutela, come da nostra diffida, a cui non è neppure stata data risposta. Stiamo valutando ogni forma di opposizione, compreso il ricorso in Cassazione, oltre alla segnalazione all’Anac che abbiamo già fatto nei mesi precedenti”.