Piacenza (PC)

Petizione contro il cemento, il caso approda in Consiglio

Genitori e docenti contestano la classificazione dell’area A05: l’amministrazione parla di possibili sviluppi universitari, non di cantieri già previsti.

Una petizione firmata da genitori e insegnanti della scuola primaria San Lazzaro, appartenente all’Istituto comprensivo 2, ha portato all’attenzione della politica cittadina il futuro dell’area verde lungo via Mario Cavaglieri. Lo spazio, indicato nel Piano urbanistico generale con la sigla A05, è confinante con il plesso scolastico ed è inserito tra le cosiddette aree di completamento del Pug, attualmente in discussione in Consiglio comunale.

Nel documento, il gruppo chiede che la superficie non venga edificata e resti a disposizione degli abitanti del quartiere e degli alunni. Il timore espresso è quello di perdere uno degli ultimi spazi liberi della zona, con possibili conseguenze sul traffico, sull’inquinamento e sulla sicurezza lungo il percorso utilizzato ogni giorno dai bambini per raggiungere la scuola.

Il confronto in Consiglio comunale

La petizione è diventata pubblica nelle scorse ore e ha alimentato il dibattito consiliare. Luigi Rabuffi, di Alternativa per Piacenza, ha chiesto di fermare il consumo di suolo previsto dal Pug nell’area di San Lazzaro. Secondo i promotori, il terreno contribuisce a rinfrescare l’aria durante l’estate, ad assorbire l’acqua piovana e a tutelare le persone più fragili. Nel testo viene inoltre ricordata l’installazione, avvenuta un paio di anni fa, di un’antenna per telecomunicazioni a ridosso della scuola, definita non condivisa con il quartiere.

La consigliera del Pd Tiziana Albasi ha ridimensionato i timori. A suo giudizio, i messaggi e i video circolati in città avrebbero creato allarmismo, perché il Pug non autorizzerebbe nuovi interventi immediati e non ci sarebbero accordi operativi già pronti a passare senza un voto del Consiglio. Albasi ha spiegato che, per San Lazzaro, il piano prevede soltanto possibili future espansioni dell’Università Cattolica, proprietaria della maggior parte dei terreni vicini alla struttura, per eventuali studentati.

La posizione è stata contestata da Luca Zandonella della Lega. Il consigliere ha sottolineato che, con l’attuale classificazione, circa metà dell’area potrebbe essere interessata da un accordo operativo e da una successiva costruzione. Per Zandonella, la richiesta dei genitori nasce dalla necessità di tutelare un quartiere che ha già subito diversi interventi e di evitare ulteriore traffico e inquinamento nei pressi dell’istituto. Il rappresentante leghista ha inoltre difeso la scelta della comunità scolastica di presentare direttamente la petizione, considerandola un esercizio di partecipazione democratica.

Il chiarimento sulle iniziative scolastiche

Albasi ha poi precisato di non riferirsi alla petizione della scuola San Lazzaro quando ha parlato della necessità di informare preventivamente l’amministrazione sulle iniziative degli istituti. La consigliera ha richiamato un altro caso cittadino, relativo a un intervento per la realizzazione di un cappotto esterno che avrebbe danneggiato il verde attorno a una scuola. In quell’occasione, scuola e volontari sarebbero intervenuti senza avvisare il Comune.

La spiegazione non ha convinto Massimo Trespidi, esponente della Civica Barbieri-Liberi. Il consigliere ha sostenuto che, se il riferimento fosse stato soltanto all’intervento sul cappotto, sarebbe stata ribadita una regola già evidente, cioè l’impossibilità per privati cittadini di intervenire autonomamente su lavori riguardanti un immobile comunale. Il confronto ha così mantenuto aperto il tema del rapporto tra pianificazione urbanistica, tutela degli spazi verdi e partecipazione delle famiglie alle decisioni che riguardano le scuole e il quartiere.