Circa duemila persone provenienti da tutta Italia hanno partecipato il 5 novembre, alla Palax Arena di Ferrara, al primo raduno nazionale dei sostenitori italiani di Donald Trump. Cappellini rossi con la scritta Make America Great Again, bandiere italiane, americane e russe hanno accompagnato l’iniziativa, organizzata dalla neonata associazione Italiani con Trump, promossa dal direttore d’orchestra Andrea Colombini e da Gianmarco Landi.
L’obiettivo dichiarato è importare in Italia il movimento MAGA e trasformarlo in un progetto politico. Il programma dell’incontro ha ruotato attorno alla sovranità nazionale ed economica, all’opposizione agli obblighi vaccinali, alla critica all’Unione europea e all’euro, allo scetticismo climatico, al contrasto dell’immigrazione e alla contestazione del sistema mediatico tradizionale. Il pubblico, prevalentemente adulto e con una forte presenza di persone oltre i cinquant’anni, ha mostrato una quasi totale assenza di giovani.
Il sostegno del sindaco
Tra gli interventi più applauditi c’è stato quello del sindaco di Ferrara Alan Fabbri, che ha difeso la scelta di ospitare la manifestazione. Il primo cittadino ha risposto alle critiche della segretaria ferrarese del Pd Giada Zerbini, legate alla sua assenza dall’ultimo appuntamento del consiglio comunale, rivendicando la partecipazione alla convention. Fabbri ha descritto l’iniziativa come un tentativo di costruire un’alternativa al pensiero unico dominante e ha attaccato il Partito democratico.
Colombini ha respinto le accuse di fascismo rivolte agli organizzatori e ha rivendicato il diritto di esprimere le proprie posizioni. Nel suo intervento ha richiamato le restrizioni introdotte durante la pandemia e la contrarietà agli obblighi vaccinali, temi che hanno suscitato diverse reazioni positive in sala. Il collegamento con le piazze No Green Pass è apparso evidente anche attraverso le esperienze dei promotori: Colombini si era candidato a sindaco di Lucca nel 2022 con un programma incentrato sull’abolizione del Green Pass, mentre Landi ha diffuso negli ambienti della controinformazione una lettura della pandemia come strumento di controllo da parte delle élite finanziarie e farmaceutiche.
Dal no-vax al sovranismo
Esaurita l’emergenza sanitaria, il repertorio antisistema presentato sul palco ha trovato nuovi riferimenti: geopolitica, spiritualità, identità nazionale e critica alle istituzioni. Tra i relatori figuravano anche medici sospesi durante la pandemia ed esperti privi di curriculum accademico. Sono comparsi richiami al piano Q della galassia QAnon, secondo cui anche gli eventi negativi per Trump farebbero parte di una strategia segreta e potrebbero trasformarsi in vittorie future.
La versione italiana del MAGA è stata descritta come difesa della famiglia tradizionale, dell’industria, dell’agricoltura e delle filiere nazionali. L’immigrazione è stata affrontata soprattutto come questione identitaria, mentre alcuni interventi hanno sostenuto anche l’idea di imporre la pace attraverso la guerra, richiamando l’Impero romano e la massima latina si vis pacem para bellum.
Un momento di tensione si è verificato durante un collegamento: per un problema tecnico sullo schermo è comparso il conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani, collegato per un saluto. La platea ha reagito con numerosi fischi e Colombini ha lasciato la sala, rientrando soltanto per l’intervento conclusivo di Landi.
Landi ha quindi commentato la sconfitta repubblicana alle elezioni di midterm del 3 novembre, che hanno consegnato ai democratici la maggioranza di Camera e Senato. Secondo la sua lettura, il risultato sarebbe riconducibile a una lotta interna al Partito repubblicano e all’azione di lobby finanziarie e multinazionali. Ha inoltre escluso che l’attuale governo italiano possa essere considerato parte del movimento MAGA, giudicandolo più vicino ai neoconservatori. La giornata si è chiusa con l’idea di costruire un’influenza sulla politica italiana senza creare, almeno per ora, un partito. Resta da verificare se la mobilitazione di Ferrara riuscirà a trasformarsi in un progetto politico strutturato.