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Nesci (FdI-ECR): “Diritto di restare, un emendamento per trasformarlo da sogno a realtà per i nostri giovani”

Nuove misure di sostegno per le regioni del Mezzogiorno

Nesci (FdI-ECR): “Diritto di restare, un emendamento per trasformarlo da sogno a realtà per i nostri giovani”

Offrire alle nuove generazioni, in particolare nel Sud Italia e nelle zone svantaggiate, la concreta possibilità di costruire un percorso professionale e personale nel territorio di origine. Con questo obiettivo giovedì 3 settembre 2026 a Bruxelles l’eurodeputato Denis Nesci, coordinatore per il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei nella commissione per lo Sviluppo Regionale (REGI), ha presentato tra i suoi emendamenti alle norme della Politica di Coesione europea una misura mirata a tutelare i giovani residenti nelle aree a rischio spopolamento.

Fondi FESR e servizi essenziali per contrastare lo spopolamento

L’emendamento mira a impiegare le risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per rilanciare le aree interne e il Meridione. L’intervento del legislatore Denis Nesci concentra i finanziamenti su lavoro, competitività aziendale, infrastrutture, transizione digitale, abitazioni a prezzi accessibili e potenziamento dei trasporti e della sanità. Il testo prevede investimenti diretti ad accrescere l’attrattività territoriale, sostenere l’accesso alla casa e promuovere politiche dedicate ai nuclei familiari.

Sintonia con la Commissione Europea e la strategia di Fitto

La proposta presentata dall’europarlamentare Denis Nesci si inserisce nel solco degli indirizzi stabiliti dalla Commissione Europea e richiama la linea “Right to stay” promossa dal vicepresidente Raffaele Fitto, secondo cui l’emigrazione deve costituire una libera scelta e non un passaggio obbligato. Il rappresentante politico Denis Nesci ha dichiarato:

“È una battaglia di giustizia, soprattutto per i ragazzi del Sud. Troppi giovani lasciano la propria terra solo perché non vedono alternative. Con questo testo vogliamo cambiare rotta e rendere realtà il diritto a rimanere: la nuova Politica di Coesione deve diventare lo strumento ideale per attrarre nuovi investimenti e dare risposte concrete ai territori, non dobbiamo trasformarla nell’ennesima occasione persa. L’Europa non può andare a due velocità: garantire il diritto a restare significa ridare risorse e futuro a luoghi che meritano di crescere e smettere di esportare classe dirigente, facendo così crescere sempre più i territori”.