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Minacce a Lepore e Bonaccini a Bologna, solidarietà bipartisan

La missiva ha suscitato richieste condivise per fermare intimidazioni e risalire agli autori.

Una lettera con minacce di morte indirizzata al sindaco di Bologna Matteo Lepore e all’europarlamentare Stefano Bonaccini ha provocato una reazione trasversale da parte del mondo politico. Gli interventi sono stati accomunati dalla condanna dell’intimidazione e dalla richiesta di individuare rapidamente il responsabile dell’invio.

La condanna del Partito Democratico

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha definito il contenuto della lettera gravissimo e inaccettabile, esprimendo a Lepore e Bonaccini la solidarietà propria e della comunità dem. Secondo Schlein, tollerare l’odio nel confronto pubblico rischia di trasformare l’avversario politico in un bersaglio. La leader del Pd ha inoltre manifestato fiducia nel lavoro delle autorità, chiamate a fare piena luce sull’accaduto.

Solidarietà è arrivata anche dal presidente della Regione Michele de Pascale, che ha parlato di un atto rivolto non soltanto ai due destinatari, ma all’intera comunità democratica. De Pascale ha sottolineato che odio, minacce e violenza non possono trovare spazio nel confronto politico, assicurando fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura.

Le reazioni dagli altri schieramenti

Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha espresso solidarietà a Lepore e Bonaccini e ha chiesto di respingere con fermezza ogni forma di violenza e intimidazione. Per il deputato, anche un confronto politico aspro deve restare dentro il perimetro del rispetto democratico e delle regole civili. Bignami ha sollecitato una condanna unanime della lettera e l’identificazione di chi l’ha spedita.

Tra gli interventi figura anche quello di Giovanni Favia, candidato civico di Uniti per Bologna, che nei giorni precedenti aveva ricevuto a sua volta minacce. Favia ha sostenuto che fanatismo, violenza fisica e verbale e intimidazioni personali non debbano avere spazio, indicando su questo punto una possibile convergenza tra forze politiche diverse.

Matteo Di Benedetto, esponente della Lega, ha invitato i partiti a condannare minacce e violenze senza distinguere in base alle idee di chi le riceve. Il segretario provinciale del Pd bolognese, Enrico Di Stasi, ha invece richiamato la necessità di abbassare i toni e isolare chi alimenta l’odio, sottolineando il rischio che la trasformazione dell’avversario in nemico danneggi la convivenza democratica.

Il sindaco di Roma e presidente di Ali, Roberto Gualtieri, ha definito le minacce un atto vile e inaccettabile. Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, destinatario di minacce online ad agosto, ha invitato a denunciare sempre episodi di questo tipo. Da Bruxelles, Nicola Zingaretti, capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, ha osservato che intimidire significa tentare di sostituire il confronto democratico con la violenza.