Hanno seguito gli scrutini fino a notte fonda, dagli Stati Uniti, pur vivendo da anni in Italia. Daniel Rainey, cittadino statunitense residente a Rovigo e insegnante di inglese, ha votato via fax e ha accolto con soddisfazione l’affermazione democratica alle elezioni di midterm. Anche Judy Zuidema, in Italia dal 2001 e sposata con un italiano, ha controllato di prima mattina i risultati, osservando da lontano gli effetti del voto sul futuro politico americano.
Per Rainey, il risultato è stato soprattutto una risposta alle condizioni maturate negli ultimi due anni. Tra le ragioni del voto contrario a Trump indica la riduzione delle opportunità, il peggioramento del sistema sanitario, l’aumento dei prezzi e dell’inflazione, oltre al costo della benzina. A questo si aggiungono, secondo la sua analisi, la prosecuzione dei conflitti armati e le difficoltà incontrate da coltivatori e agricoltori nell’esportazione dei prodotti verso altri Paesi.
Il costo della vita e il ruolo del Congresso
La pressione economica, racconta l’insegnante, si riflette sulla quotidianità delle famiglie, alle prese con rincari nei supermercati, e sui pendolari, penalizzati dal prezzo dei carburanti. La frustrazione riguarda anche le promesse disattese sul piano internazionale: all’impegno annunciato per una politica basata sullo slogan delle "zero guerre" avrebbero fatto seguito nuovi conflitti e dichiarazioni giudicate false.
Judy Zuidema concentra invece l’attenzione sul possibile riavvicinamento tra Stati Uniti ed Europa. Pur precisando di non poter valutare direttamente i problemi interni americani, perché non vive più nel Paese, considera prioritario ricucire i legami diplomatici e riportare le relazioni transatlantiche su una linea più condivisa. Le tensioni degli ultimi mesi, osserva, hanno avuto conseguenze concrete anche nella vita di chi risiede in Italia.
Rainey racconta infatti di aver dovuto cambiare banca perché i rapporti bancari risultavano più semplici tra istituti presenti sia negli Stati Uniti sia in Italia. Un episodio che, nella sua esperienza, rappresenta una delle ricadute pratiche del deterioramento dei rapporti tra le due sponde dell’Atlantico.
Un freno all’azione presidenziale
La vittoria democratica, secondo Zuidema, non equivale al pieno controllo della sinistra, ma consente di esercitare un freno e, in alcuni casi, un veto sulle decisioni presidenziali. Un Congresso più equilibrato potrebbe quindi incidere sull’indirizzo della politica estera e limitare la possibilità che il presidente agisca senza contrappesi.
Per Rainey, il voto ha rappresentato anche una verifica sulla tenuta della democrazia americana. A suo giudizio, diversi elettori repubblicani avrebbero modificato la propria scelta, arrivando a sostenere i democratici. Le elezioni di midterm diventano così uno strumento per valutare l’operato del presidente e premiare o sanzionare i politici che lo sostengono.
Il commento di Trump, che dopo il voto ha dichiarato di accettare la sconfitta degli avversari, è stato accolto dai due residenti come un segnale rassicurante. "Finalmente avremo un po’ di equilibrio", è la loro sintesi. Poche ore dopo, però, una fotografia pubblicata sui social della Casa Bianca con la frase "Trump is still your president" ha riacceso i dubbi sulla reale disponibilità del presidente a un atteggiamento conciliante.