Internazionale

Meloni a Spalato per il vertice dei paesi mediterranei: sul tavolo il caro energia, “Serve strategia europea”

Emergenza prezzi, flussi migratori e integrazione dei Balcani al centro del summit tra nove nazioni europee

Oggi, mercoledì 7 ottobre 2026, la premier Giorgia Meloni partecipa al vertice internazionale dei Paesi del MED9 nella città croata di Spalato. L’appuntamento istituzionale riunisce le dirigenze di nove nazioni dell’Europa meridionale per definire risposte condivise di fronte alle tensioni geopolitiche ed economiche del bacino mediterraneo.

Sicurezza energetica e competitività al centro del dibattito

Tra le priorità portate sul tavolo negoziale dal capo del governo figura la gestione del caro energia, tema reputato strategico sia per la tenuta del tessuto industriale sia per la protezione delle famiglie. La delegazione italiana sollecita una pianificazione strutturale a livello comunitario per evitare picchi speculativi e garantire forniture stabili.

Sul tema è intervenuta la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, sottolineando come le criticità di approvvigionamento possano intensificarsi nella stagione invernale. Le delegazioni discutono anche il rafforzamento dei corridoi energetici e della cooperazione con i Paesi del Golfo.

Controllo dei flussi migratori e alleanze regionali

Sul fronte della gestione dei flussi migratori, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni intende consolidare l’approccio basato sulla prevenzione delle partenze irregolari, sulla cooperazione con gli Stati di origine e sulla pianificazione di procedure di rimpatrio più rapide. Le trattative, coordinate dal premier croato Andrej Plenković e supportate dal presidente del Consiglio europeo António Costa, mirano a ribadire la centralità strategica del Mediterraneo nella governance della sicurezza europea.

Allargamento ai Balcani occidentali e politiche europee

Un ulteriore capitolo del summit riguarda l’allargamento dell’Unione Europea verso i Balcani occidentali, processo caldeggiato dalla diplomazia italiana sulla base dei progressi riformatori effettivamente conseguiti dai Paesi candidati. Nel vertice si affronta anche il mantenimento dei fondi per l’agricoltura e le politiche di coesione sociale.