Emilia-Romagna

Mazzanti attacca la giunta: «Poco ascolto e opere incompiute»

L’ex sindaco valuta una nuova candidatura e contesta gestione sanitaria, manutenzioni e investimenti comunali.

Maurizio Mazzanti, sindaco di Budrio dal 2017 al 2022 e oggi riferimento della lista civica Noi per Budrio, guarda alle prossime elezioni comunali e non esclude una nuova candidatura. Intervistato sul percorso della lista, sull’attuale composizione dell’opposizione e sull’operato dell’amministrazione guidata da Debora Badiali, l’ex primo cittadino ha espresso giudizi molto critici sul mandato in corso.

Secondo Mazzanti, Noi per Budrio è nata tra il 2010 e il 2011 dalla volontà di un gruppo di cittadini di svincolarsi da una politica ritenuta troppo condizionata dalle logiche di partito sovracomunali. Tra i temi che avrebbero favorito la nascita del progetto cita il progressivo ridimensionamento dell’ospedale, il progetto di un grande centro commerciale e la questione degli impianti a biomasse. La lista, pur definita progressista, rivendica un’identità civica e una carta dei valori fondata su antifascismo, Europa, Repubblica, Costituzione e diritti.

Le divisioni dell’opposizione

Nel Consiglio comunale, spiega l’ex sindaco, l’opposizione è oggi articolata in due gruppi. Da una parte c’è la lista originaria, dall’altra un gruppo misto composto da consiglieri eletti nel 2022 nelle sue liste e poi passati su posizioni di centrodestra. Mazzanti considera la scelta legittima. Il capogruppo del gruppo misto è Pasquale Gianfrancesco, esponente di Fratelli d’Italia.

La principale contestazione politica riguarda il rapporto tra amministrazione e cittadinanza. Mazzanti definisce la giunta Badiali autoreferenziale e sostiene che, nonostante lo slogan «Apriti Budrio», le decisioni siano state spesso presentate quando erano già definite, senza un confronto preventivo. Richiama inoltre il risultato elettorale della sindaca, eletta con un margine ristretto e in una consultazione caratterizzata da un’affluenza poco superiore al 50 per cento. A suo giudizio, questo avrebbe dovuto spingere l’amministrazione a ricercare un coinvolgimento più ampio.

L’ex primo cittadino respinge anche la definizione di semplici commenti sui social attribuita alle critiche sulle frazioni. A suo avviso, le osservazioni sono state avanzate dall’opposizione e dal Consiglio comunale attraverso argomentazioni politiche e amministrative. Ridurle a opinioni diffuse online, sostiene, significherebbe sminuire il ruolo dell’assemblea elettiva.

Il pronto soccorso e le opere pubbliche

Tra gli esempi più significativi Mazzanti indica la trasformazione del pronto soccorso dell’ospedale di Budrio in Cau, Centro di assistenza e urgenza, attiva dal novembre 2023 nell’ambito della riforma regionale dell’emergenza-urgenza. Mentre la sindaca ha rivendicato per Budrio il primato di primo Comune dell’area bolognese a ospitare un Cau, l’ex sindaco considera il cambiamento un fallimento totale e accusa l’amministrazione di avere sostenuto la chiusura del pronto soccorso senza un adeguato confronto con i cittadini. Si tratta, precisa, di una valutazione politica espressa nel contesto della riforma regionale voluta dall’allora assessore Raffaele Donini.

Sul piano amministrativo, Mazzanti rivendica la paternità di numerosi progetti finanziati dal Pnrr e portati avanti durante l’attuale mandato, sostenendo che fossero stati avviati dalla precedente amministrazione. Anche gli interventi di riparazione dei danni provocati dalle alluvioni, osserva, non dovrebbero essere considerati automaticamente successi politici, ma opere necessarie. Al contrario, segnala ritardi sul ponte di Vigorso, fermo dal 2023 nonostante i finanziamenti disponibili da oltre un anno, e sul ponte della Motta.

Tra le scelte contestate cita la mancata realizzazione della copertura della piscina comunale, finanziata attraverso un bando Pnrr, lo skate park costato 370mila euro e l’investimento di un milione di euro per l’omologazione della nuova palestra, ritenuti interventi non prioritari. Critiche anche al progetto di un centro giovani nella stazione ferroviaria di Budrio: sulla base dei documenti ottenuti con un accesso agli atti, Mazzanti parla di una struttura destinata a restare aperta nove ore alla settimana a fronte di una spesa di 140mila euro.

In vista del 2027, Mazzanti ammette che una sua ricandidatura è «molto probabile», pur precisando che la decisione dovrà essere condivisa con il gruppo. Tra le priorità indica una maggiore attenzione all’emergenza climatica, tra alluvioni e siccità, e un investimento più consistente nella manutenzione ordinaria del patrimonio esistente. La sua idea di amministrazione, conclude, è quella di un sindaco rappresentante di tutti i cittadini e non soltanto del proprio elettorato.