Roberto Marcato, candidato della Lega alle Amministrative del 2027, ha rilanciato sui social una critica all’amministrazione comunale di Padova, prendendo spunto dai dati del rapporto Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente. Nel mirino sono finiti alcuni indicatori ambientali che, secondo la lettura proposta dall’esponente leghista, avrebbero registrato un peggioramento rispetto all’anno precedente.
Marcato ha citato in particolare ciclabili, alberi, auto circolanti e produzione annuale di rifiuti pro capite. In un video, ha riconosciuto il miglioramento dei valori relativi alle polveri sottili Pm10 e Pm2,5, sostenendo però che il risultato dipenderebbe soprattutto da fattori atmosferici, dalle politiche nazionali ed europee e dal rinnovamento del parco automobilistico, più che dalle scelte dell’amministrazione padovana.
La lettura di Marcato
Secondo il candidato della Lega, invece, gli indicatori peggiorati sarebbero direttamente collegati alle decisioni dell’amministrazione di centrosinistra, che si definisce ambientalista e attenta alla transizione ecologica. Tra gli elementi contestati ha indicato le piste ciclabili, definite un motivo di orgoglio della giunta, la gestione del patrimonio arboreo, il numero di automobili in circolazione e la quantità di rifiuti prodotta pro capite.
La conclusione di Marcato è che i miglioramenti non sarebbero attribuibili al Comune, mentre i peggioramenti ricadrebbero sulla responsabilità dell’amministrazione. Il video si inserisce nel confronto politico in vista delle prossime elezioni amministrative, tema sul quale l’esponente leghista ha già rivolto in precedenza critiche alla maggioranza cittadina.
La replica dell’assessore
Al video ha risposto Andrea Ragona, assessore del Comune di Padova all’Urbanistica, Mobilità, Ciclabilità e Ambiente. La replica si concentra soprattutto sul metodo di lettura del rapporto Legambiente. Nella nota metodologica di Ecosistema Urbano viene spiegato che i valori possono cambiare ogni anno in base all’evoluzione dei temi ambientali e delle politiche urbane, con variazioni nel peso assegnato ai singoli indicatori.
Per questo, secondo Ragona, non sarebbe corretto confrontare in modo diretto le percentuali delle classifiche finali o le posizioni raggiunte dalle città in edizioni diverse. L’assessore ha sostenuto che il rapporto debba essere valutato osservando la tendenza complessiva del miglioramento o del peggioramento, più che isolando singoli risultati annuali.
Ragona ha quindi citato il percorso di Padova, passata, a suo dire, da una posizione oltre la settantesima negli anni precedenti a una collocazione vicina alla trentesima. L’assessore ha collegato questo andamento agli investimenti realizzati o in corso, tra cui le nuove ciclabili, gli interventi sulle tubature per ridurre le perdite d’acqua e il tram, oltre ai progetti di depavimentazione e alla piantumazione di migliaia di alberi.
La replica si chiude con l’accusa a Marcato di aver selezionato gli indicatori in modo parziale, attraverso il cosiddetto cherry picking, utilizzando solo le classifiche ritenute utili alla propria tesi. Il confronto resta dunque aperto sulla valutazione dei dati ambientali e sull’effettivo peso delle politiche comunali nei risultati riportati dal rapporto.