Oggi, martedì 27 ottobre 2026, la presidente della Fondazione promozione sociale, Maria Grazia Breda, è stata audita in Consiglio regionale dal presidente Davide Nicco e da diversi consiglieri regionali, facendosi portavoce delle associazioni del Comitato per la Promozione dei diritti delle persone non autosufficienti per denunciare le criticità dell’assistenza agli anziani malati cronici non autosufficienti.
“Chiediamo al Consiglio regionale un intervento di moral suasion nei confronti della Giunta e in particolar modo dell’assessore alla Sanità per ridurre le liste d’attesa relative alla quota sanitaria dei ricoveri nelle Rsa. Un problema per il quale chiediamo un incremento graduale delle risorse stanziate dalla Regione, per arrivare a 50 milioni di euro all’anno. Le cure in Rsa e a domicilio, in base alla legge nazionale, devono essere garantite dal Servizio sanitario e la disponibilità dei familiari può integrarle ma non dovrebbe sostituirle come spesso accade oggi, con un conseguente consumo di redditi e risparmi, che sta mettendo in crisi anche il ceto medio”.
Le proposte di riforma e il nodo delle prestazioni domiciliari
La rappresentante delle associazioni sollecita una riforma del sistema di valutazione delle Unità di valutazione geriatrica affinché l’accesso alle prestazioni sanitarie sia fondato esclusivamente sui bisogni di cura, senza discriminazioni legate a età, patologia o condizione economica. Fra le istanze presentate figurano la riorganizzazione delle prestazioni nelle strutture residenziali e l’approvazione degli atti attuativi della legge regionale numero 10 del 2010 sulle cure domiciliari. La norma, se resa effettiva, riconoscerebbe un contributo della sanità per l’assunzione di assistenti familiari e il sostegno ai caregiver che assistono volontariamente i propri congiunti.
La presidente Maria Grazia Breda ha sottolineato la gravità dei numeri sul territorio piemontese.
“Sono oltre 16mila i piemontesi malati non autosufficienti privi della quota sanitaria per le Rsa e più di14mila in attesa di interventi domiciliari”. “Proponiamo che il Consiglio eserciti una funzione di controllo sollecitando ad esempio la pubblicazione dei dati di monitoraggio delle Uvg, delle richieste di ricoveri e cure domiciliari come del numero delle quote sanitarie attivate”.
Al termine dell’incontro, al quale è intervenuta anche Rosanna Carlevaris di Fap-Acli, il presidente Davide Nicco si è impegnato a farsi portatore delle istanze avanzate presso gli assessori competenti.