Cesena (FC)

Lattuca: Super Imu per le case sfitte senza motivo

Il primo cittadino chiede più risorse statali, canoni calmierati e nuovi strumenti per sostenere gli inquilini

L’emergenza abitativa non riguarda soltanto le grandi metropoli. Anche a Cesena la domanda di abitazioni in affitto è aumentata, mentre l’offerta disponibile resta limitata. A sostenerlo è il sindaco Enzo Lattuca, secondo cui la difficoltà di trovare un alloggio a un prezzo compatibile con il reddito coinvolge ormai famiglie, giovani e imprese alla ricerca di lavoratori.

Il primo cittadino sottolinea che il problema non interessa più soltanto le fasce economicamente più fragili. Una famiglia con un’occupazione può non riuscire a trovare un’abitazione adeguata, così come un giovane può rinunciare a costruire il proprio futuro in città o un’azienda può incontrare difficoltà ad assumere perché i dipendenti non trovano un alloggio. Per Lattuca, la casa svolge una funzione sociale che non può essere affidata esclusivamente alle dinamiche di mercato.

La proposta sulla tassazione

Tra le misure indicate dal sindaco c’è una maggiore tassazione sugli immobili lasciati volontariamente inutilizzati nelle città caratterizzate da una forte domanda abitativa. L’ipotesi è consentire ai Comuni di differenziare l’Imu e aumentarla sugli alloggi mantenuti sfitti senza una motivazione giustificata.

La proposta, precisa Lattuca, non riguarderebbe chi non riesce a trovare un inquilino, chi deve ristrutturare l’immobile, chi è coinvolto in una successione o in un contenzioso. L’obiettivo sarebbe invece rendere più conveniente mettere un’abitazione sul mercato rispetto a lasciarla inutilizzata. Una parte delle maggiori entrate potrebbe finanziare il fondo per il sostegno agli affitti, mentre un’altra potrebbe essere destinata alla costruzione e al recupero di edilizia sociale e residenziale pubblica.

Più risorse e canoni sostenibili

Secondo il sindaco, i contributi alle famiglie in difficoltà non sono sufficienti se non vengono accompagnati da un aumento stabile dell’offerta. Servono nuovi alloggi, il recupero del patrimonio esistente e prezzi accessibili. In questa direzione, a Cesena è stato avviato un percorso sulle politiche abitative, con incentivi, garanzie e strumenti di sostegno per favorire il rientro sul mercato degli immobili sfitti.

Il Comune annuncia inoltre 27 nuovi alloggi a Palazzo Roverella e attende la ripartenza del cantiere del Novello. Lattuca evidenzia però che gli enti locali non possono affrontare da soli una questione di queste dimensioni e chiede interventi legislativi e finanziari a livello nazionale.

Nel giudizio del sindaco, il Piano casa del Governo Meloni è insufficiente perché privo di risorse adeguate, obiettivi definiti e regole capaci di orientare il mercato. La proposta è un Patto nazionale per la casa fondato sul finanziamento stabile del sostegno agli affitti, sul rilancio dell’edilizia popolare e sociale, sul recupero del patrimonio pubblico inutilizzato e su una revisione della fiscalità immobiliare.

Tra le richieste figura anche la riforma della cedolare secca, che dovrebbe essere collegata all’applicazione di canoni calmierati. L’agevolazione fiscale, secondo Lattuca, dovrebbe produrre un beneficio anche per gli inquilini: maggiore sostenibilità del canone dovrebbe corrispondere a un incentivo più consistente per il proprietario. Ai Comuni, infine, dovrebbero essere garantiti strumenti e risorse per costruire interventi abitativi adeguati alle esigenze dei diversi territori.