Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato il disegno di legge 122, che modifica la normativa del 21 novembre 2007 su agriturismo, pescaturismo e ittiturismo. Il provvedimento aggiorna le disposizioni sulla multifunzionalità agricola e introduce nuove possibilità per le aziende che affiancano alla produzione attività di ospitalità, didattica e valorizzazione delle produzioni locali.
Tra le novità previste c’è la possibilità di somministrare pasti nell’ambito dell’attività agrituristica anche al di fuori della sede aziendale. La legge stabilisce inoltre procedure semplificate per le strutture che ospitano meno di dieci persone al giorno, con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti richiesti alle realtà di dimensioni più contenute.
Accesso più semplice alle attività
Il testo interviene anche sulle fattorie didattiche, sull’enoturismo e sull’oleoturismo. Per le aziende agricole viene eliminato l’obbligo di iscrizione alla banca dati delle imprese agrituristiche e vengono ridotti i relativi adempimenti. La modifica punta a rendere più agevole l’ampliamento dell’offerta, consentendo di affiancare alla produzione agricola esperienze educative e iniziative legate alla conoscenza del territorio.
Il provvedimento riconosce e disciplina inoltre le attività di enoturismo e oleoturismo in coerenza con la normativa nazionale. Tra le esperienze comprese rientrano le degustazioni in cantina, i tour tra vigne e oliveti e le visite guidate dedicate ai prodotti, alle tradizioni e alle produzioni locali.
Le finalità della riforma
Secondo l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Piana, la legge intende offrire alle aziende agricole liguri nuove occasioni per diversificare le attività, sostenere il reddito e valorizzare le produzioni. Piana ha sottolineato che la semplificazione delle procedure può favorire anche le realtà più piccole e contribuire a rendere più attrattive le aree rurali e costiere.
L’assessore ha infine ringraziato il consigliere Armando Biasi, relatore di maggioranza, e l’intera assemblea regionale per il contributo all’approvazione del provvedimento. La riforma aggiorna così il quadro regionale dedicato alle attività agricole complementari, con particolare attenzione alla promozione delle produzioni e delle tradizioni del territorio.