Marche

Italia Domani nelle Marche: Calia nell’assemblea nazionale

Il consigliere di Corridonia aderisce alla formazione fondata da Marco Rizzo insieme ad altri esponenti regionali.

Si struttura anche nelle Marche Italia Domani, il partito fondato da Marco Rizzo dopo la fuoriuscita da Democrazia Sovrana Popolare. La nuova formazione ha individuato in Andrea Loccioni il coordinatore regionale e ha inserito nell’assemblea nazionale Francesco Calia, consigliere comunale di maggioranza a Corridonia, nell’amministrazione di centrodestra guidata da Giuliana Giampaoli.

Loccioni aveva già ricoperto l’incarico di coordinatore provinciale di Ancona del precedente partito di Rizzo. Nel nuovo ruolo ha annunciato la preparazione di un’assemblea regionale, che dovrebbe completare l’organizzazione territoriale con la nomina delle federazioni provinciali. Secondo quanto dichiarato dal coordinatore, le adesioni sarebbero in crescita anche sul territorio marchigiano.

La nuova struttura territoriale

Oltre a Loccioni e Calia, nell’assemblea nazionale entrano anche gli anconetani Claudio Bolletta e Luciano Astolfi e il pesarese Giorgio Falghera. Bolletta era stato candidato alla presidenza della Regione nel 2025 per Democrazia Sovrana Popolare. Il nuovo gruppo punta quindi a costruire una presenza articolata nelle diverse province della regione, dopo la frattura interna al precedente movimento.

Nel presentare il progetto, Loccioni ha richiamato il ruolo di artigiani, piccoli imprenditori, agricoltori, lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati, sostenendo la necessità di una rappresentanza politica più attenta ai temi economici, sociali e della sicurezza. Ha inoltre collegato la crescita del partito a presunti passaggi di esponenti provenienti da altre formazioni politiche.

Le posizioni programmatiche

Rizzo ha illustrato le principali linee del programma di Italia Domani, articolato in sette capitoli. In politica estera il partito propone la neutralità dell’Italia, lo stop all’invio di armi in Ucraina, la fine delle sanzioni alla Russia e il superamento degli attuali schemi legati a Unione europea e Nato.

Sul piano economico vengono indicati l’aumento dei salari, la riduzione delle tasse, la tutela delle piccole e medie imprese, il no all’euro digitale e la protezione costituzionale del contante. Tra le proposte sociali figurano una sanità pubblica accessibile, la detassazione delle pensioni, il sostegno alle persone con disabilità e ai caregiver, oltre a misure per casa, famiglia e natalità. In materia di immigrazione, infine, il partito indica il controllo dei confini e il blocco dei flussi.