Il Ridolfi punta sui collegamenti, non sulla nuova insegna

Liberaldemocratici propongono connessioni con Cesena, Ravenna e costa, integrazione ferroviaria e intesa fra enti, imprese e scali.

Il dibattito sulla possibile denominazione Forlì-Ravenna dell’aeroporto Luigi Ridolfi continua a dividere il territorio. Sulla questione è intervenuto il Partito Liberaldemocratico di Forlì-Cesena, secondo cui il futuro dello scalo non dovrebbe essere deciso dal nome, ma dalla capacità della Romagna di costruire una strategia comune.

Per il partito, la discussione sull’insegna rischia di spostare l’attenzione dalla domanda principale: come rendere l’aeroporto di Forlì un’infrastruttura strategica per il territorio e un accesso verso l’Europa. La posizione viene collegata all’obiettivo indicato dal sindaco forlivese Gian Luca Zattini, cioè rafforzare il rapporto tra il Ridolfi e il territorio romagnolo, ampliandone il bacino di riferimento e valorizzandone le potenzialità.

Accessibilità e strategia comune

Nella nota viene richiamata anche l’osservazione del sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, secondo cui a contare sono i voli. Il Partito Liberaldemocratico condivide il principio, ma sottolinea che per attirare e consolidare i collegamenti servono accessibilità, investimenti e una strategia credibile, oltre alla collaborazione tra istituzioni e territori.

Il documento guarda anche alla storia recente dello scalo. Negli anni della crisi, sostiene il partito, Forlì avrebbe perso compagnie e collegamenti a vantaggio di altri aeroporti, in assenza di una vera strategia di sistema. Il richiamo al passato, viene precisato, non avrebbe l’obiettivo di riaprire contrapposizioni, ma di evitare il ripetersi degli stessi errori.

Le proposte per lo scalo

La prospettiva indicata è quella di un aeroporto al servizio dell’intera Romagna, capace di mettere in relazione Forlì, Cesena, Ravenna e la Riviera, mantenendo un rapporto di complementarità con lo scalo di Rimini. In questa visione, il Ridolfi dovrebbe diventare anche una porta verso l’Europa a sostegno del turismo, delle imprese, dell’università e dei processi di internazionalizzazione.

Tra le proposte elencate figurano collegamenti più efficienti con Cesena, Ravenna e la costa, l’integrazione con la ferrovia e il trasporto pubblico, una promozione turistica coordinata e una collaborazione più stretta con il sistema produttivo. Il partito indica inoltre la necessità di un’azione comune per consolidare le rotte già attive e attrarne di nuove.

Il Partito Liberaldemocratico di Forlì-Cesena chiede infine un confronto tra Regione, Comuni, Provincia, aeroporti, imprese e territori. L’obiettivo dichiarato è costruire una strategia condivisa, superando la competizione tra città e scali e creando una rete in grado di collegare la Romagna con l’Europa.