Piemonte

Il cornicione caduto riapre il caso della manutenzione Atc

Ambiente Asti sollecita verifiche periodiche dopo un distacco nello stabile

Il crollo di una parte del cornicione di uno stabile in via Fenoglio ad Asti riporta l’attenzione sulle condizioni degli edifici di edilizia residenziale pubblica gestiti da ATC. Per Ambiente Asti, l’episodio non dovrebbe essere affrontato soltanto con un intervento d’emergenza, ma diventare il punto di partenza per una verifica complessiva del patrimonio abitativo.

L’associazione riferisce di aver raccolto nel tempo numerose segnalazioni da parte dei residenti degli stabili ATC, riguardanti la manutenzione degli edifici, delle parti comuni e, più in generale, la qualità e la sicurezza degli alloggi. Queste situazioni, spiega Ambiente Asti, sono state portate in diverse occasioni all’attenzione delle istituzioni.

La richiesta di un piano di controlli

Secondo l’associazione, la sicurezza degli immobili non può dipendere soltanto dal verificarsi di un distacco o dal ripetersi delle segnalazioni dei cittadini. Il caso di via Fenoglio dovrebbe quindi essere l’occasione per un monitoraggio degli stabili ATC presenti in città, con controlli sulle condizioni di cornicioni, facciate, balconi, coperture e parti comuni.

Ambiente Asti chiede di individuare le situazioni che necessitano di interventi prioritari e di superare la logica della riparazione successiva all’emergenza. La proposta è quella di adottare una politica di manutenzione programmata e prevenzione, fondata su controlli periodici e su un piano degli interventi costruito in base alle condizioni effettive degli immobili.

La richiesta è rivolta al Comune di Asti e ad ATC, ai quali viene chiesto di fare il punto sullo stato del patrimonio edilizio e di rendere noti i controlli già effettuati, le criticità individuate e gli interventi programmati. Le segnalazioni dei residenti, sostiene l’associazione, dovrebbero essere raccolte e utilizzate come base per una gestione più efficace e continuativa.

Il tema della sicurezza degli abitanti

Per Piero Vercelli, la questione non riguarda soltanto la conservazione degli immobili, ma anche l’incolumità delle persone che vi abitano. L’ex assessore collega il problema alla condizione delle fasce più fragili e richiama una minore attenzione, a suo giudizio, verso le politiche sociali, la povertà e l’edilizia popolare.

Vercelli riferisce inoltre la testimonianza di un residente, secondo il quale in passato sarebbe stato effettuato un sopralluogo durante il quale era stata evidenziata la necessità di intervenire. Al cittadino, sempre secondo il racconto dell’ex assessore, sarebbe stato risposto che non c’erano risorse economiche. Dopo il crollo, l’area è stata messa in sicurezza, ma l’episodio ha riaperto il confronto sulla tempestività delle verifiche e degli interventi.

Vercelli critica infine il modo in cui, a suo parere, vengono gestite e comunicate alcune emergenze, sostenendo che agli annunci pubblici non sempre seguirebbero azioni adeguate. Il punto centrale della richiesta resta comunque la necessità di non attendere nuovi distacchi o situazioni di pericolo prima di intervenire sugli edifici abitati.