Toscana

Il Consiglio comunale difende il futuro di Mps

I consiglieri chiedono tutela, pluralismo, autonomia, radicamento per l’istituto senese.

Una posizione condivisa sulla necessità di tutelare Monte dei Paschi di Siena è emersa dagli interventi dei consiglieri comunali durante il dibattito dedicato al futuro dell’istituto. Al centro del confronto sono stati il rapporto storico con il territorio, il pluralismo bancario, l’autonomia della banca e l’ipotesi di un’operazione da parte di Intesa.

Leonardo Pucci, della lista Fabio, ha ricordato il legame tra Mps, la Toscana e l’Italia, sottolineando la storia ultracentenaria della banca e il suo ruolo nell’economia locale. Silvia Armini ha proposto di trasformare la mozione approvata all’unanimità il 24 giugno in un manifesto politico della città, con l’obiettivo di rappresentare le istanze dei cittadini e sostenere le istituzioni.

Il ruolo dell’assemblea civica

Vanni Griccioli, esponente di Per Siena, ha richiamato i limiti istituzionali del Comune, che non possiede azioni della banca, non partecipa alle assemblee degli azionisti e non interviene nei procedimenti autorizzativi. Secondo il consigliere, le decisioni sul futuro del Monte si giocano sui tavoli degli azionisti, delle autorità di vigilanza e del Governo. L’assemblea civica può però trasformare il consenso in una richiesta politica precisa, indirizzata e verificabile.

Chiara Parri ha chiesto posizioni chiare, rinnovando la fiducia di Sena Civitas, Pietraserena e Buongoverno all’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Gianluca Marzucchi, di Polis, ha indicato come principi guida l’integrità della banca e il suo radicamento nel territorio, sostenendo che la loro difesa coincida anche con un interesse nazionale.

Timori per l’operazione con Intesa

Lorenza Bondi, di Siena nel cuore, ha richiamato i dati della semestrale di Mps e la ripresa della distribuzione dei dividendi nel 2024. La consigliera ha criticato le scelte della Fondazione Mps, sostenendo che un investimento da cinque milioni di euro avrebbe potuto generare reddito per il territorio. Manuela Anichini, di Fratelli d’Italia, ha invece evidenziato i possibili effetti di un’eventuale offerta pubblica di acquisto da parte di Intesa, tra sovrapposizione degli sportelli ed esuberi di personale.

Enzo De Risi ha chiesto impegni politici chiari, pubblici e verificabili, anche alla luce delle diverse posizioni espresse dagli esponenti di partito a livello nazionale e locale. Gabriella Piccinni, del Partito democratico, ha definito la vicenda una partita geopolitica legata al capitalismo finanziario, richiamando il ruolo dei fondi internazionali.

La capogruppo Dem Anna Ferretti ha sottolineato il valore sociale dell’accesso al credito, considerato un presupposto per dignità, uguaglianza e sviluppo economico. Alessandro Masi ha auspicato una mobilitazione istituzionale e sociale che coinvolga Comuni, Regione, sindacati, categorie economiche, Terzo settore e realtà legate alla presenza di Mps. Bernardo Maggiorelli e Pierluigi De Angelis hanno seguito la linea indicata dal parlamentare Michelotti, mentre Concetta Raponi, della Lega, ha ribadito il sostegno della maggioranza a ogni iniziativa per la tutela del Monte dei Paschi.