Il sindaco di Parma Michele Guerra ha commentato i risultati delle elezioni di midterm negli Stati Uniti, indicando nell’affermazione democratica una battuta d’arresto per il trumpismo. Secondo il primo cittadino, i democratici avrebbero conquistato la maggioranza al Congresso, sia alla Camera sia al Senato, ottenendo risultati significativi anche in Stati tradizionalmente repubblicani come Kansas, Texas, Iowa, Ohio e South Carolina.
Per Guerra, il risultato non rappresenta soltanto una sconfitta elettorale, ma anche il rifiuto di un metodo politico fondato sull’arroganza. Nel suo commento richiama un modo di parlare e di trattare le persone che, a suo giudizio, avrebbe prodotto conseguenze anche nelle comunità locali. Tra gli elementi contestati cita la gestione dei rapporti con gli alleati, le regole modificate attraverso i social e l’uso della minaccia come strumento di trattativa.
Le ricadute oltre Washington
Il sindaco sostiene inoltre che le scelte compiute a Washington negli ultimi due anni non siano rimaste confinate agli Stati Uniti. A suo parere, le decisioni americane hanno avuto effetti anche in Europa e in Italia, incidendo sull’economia, sulle bollette, sui bilanci dello Stato, dei Comuni, delle aziende sanitarie e delle imprese. Nel passaggio dedicato alla politica internazionale, Guerra cita anche i dazi e i conflitti avviati in diverse aree del mondo, collegandoli al dibattito sulle responsabilità e sulla pace.
Nel suo intervento il primo cittadino di Parma si sofferma poi sulle storie di alcuni esponenti democratici indicati come protagonisti del risultato. In Texas cita James Talarico, 37 anni, ex insegnante di scuola media, deputato statale e seminarista presbiteriano. In Kansas ricorda il pastore Adam Hamilton, che avrebbe riportato i democratici alla vittoria in uno Stato dove mancavano da 94 anni. In Ohio menziona infine Sherrod Brown, 73 anni, tornato al Senato dopo una precedente sconfitta.
Il messaggio alle città
Guerra individua nelle vicende personali dei candidati un elemento comune: il radicamento nei territori e la disponibilità a esporsi direttamente. Da qui l’idea che il consenso non si costruisca soltanto attraverso gli algoritmi, ma anche grazie a persone riconoscibili, con esperienze diverse e legami concreti con le comunità.
La conclusione del sindaco si rivolge quindi all’Europa e alle città. Alla prima chiede di smettere di inseguire e di assumere un ruolo più autonomo; alle seconde attribuisce il compito di tradurre la politica internazionale nella vita quotidiana. Secondo Guerra, infatti, è soprattutto nei contesti urbani che decisioni apparentemente lontane diventano temi concreti per cittadini, amministrazioni, famiglie e imprese.