Toscana

Ghimenti chiede di rinviare l’avvio della stagione venatoria

L’esponente di Avs richiama caldo, siccità e incendi per difendere gli animali selvatici

Massimiliano Ghimenti, già sindaco di Calci e consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, sostiene l’appello delle 17 associazioni ambientaliste che chiedono di posticipare l’avvio della stagione venatoria in Toscana. La posizione arriva dopo le dichiarazioni del presidente della Regione, secondo cui non ci sarebbero motivi per rinviare l’apertura della caccia.

Avs, ricorda Ghimenti, è stata l’unica forza di sinistra a votare contro il nuovo piano faunistico regionale, approvato alla fine di luglio. La richiesta delle associazioni viene considerata fondata su basi scientifiche e coerente con le norme nazionali ed europee, in un contesto segnato da un’estate caratterizzata da temperature elevate e siccità estrema.

Il richiamo all’emergenza climatica

Secondo il consigliere regionale, il caldo prolungato e gli incendi che hanno colpito vaste aree della Toscana hanno messo a dura prova anche la fauna selvatica. Tra le zone citate figura il Monte Faeta, ma il riferimento è più ampio e riguarda l’intero territorio regionale. Per Ghimenti, tutelare gli animali selvatici significa intervenire sugli effetti dei cambiamenti climatici con misure che vadano oltre la piantumazione di nuovi alberi.

Nel ragionamento dell’esponente di Avs rientra anche l’indicazione dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che individua nel 1° ottobre la data più idonea per l’inizio della stagione venatoria. La richiesta di rinvio, quindi, viene collegata alle condizioni ambientali affrontate dalla fauna durante i mesi estivi e alla necessità di preservare il patrimonio naturale nel lungo periodo.

Il confronto con il territorio

Ghimenti riconosce che la sua posizione può essere discussa in un’area come Calci, che definisce un paese di cacciatori. L’ex sindaco parla comunque di un confronto aperto e distingue il ruolo amministrativo svolto in Comune da quello istituzionale ricoperto oggi in Consiglio regionale. A livello locale, spiega, occorre ascoltare le diverse sensibilità e applicare le norme vigenti; nell’assemblea regionale, invece, ogni consigliere contribuisce alla definizione delle regole sulla base della propria cultura e della propria esperienza.

Nel suo intervento non manca il riferimento ai danni all’agricoltura e agli allevamenti, così come agli incidenti stradali provocati dalla fauna selvatica. Sono temi che, sottolinea, devono essere affrontati insieme alla tutela degli animali. La critica riguarda anche il disegno di legge nazionale sulla caccia promosso dal governo Meloni, contro il quale Avs conduce una battaglia politica.

Per Ghimenti, la coerenza impone di mantenere la stessa linea a livello nazionale e regionale, anche quando il partito fa parte della maggioranza. Le modifiche introdotte nel piano venatorio regionale vengono giudicate insufficienti: intervenire soltanto in parte sulle regole, sostiene, non basta a rendere credibile una posizione politica che punta a una maggiore protezione della fauna selvatica.