Chivasso (TO)

Futuro Nazionale, «Elezioni? Siamo pronti»

Vittorio Bevilacqua, referente cittadino, traccia le linee guida in vista delle amministrative

Futuro Nazionale, «Elezioni? Siamo pronti»

Con più di mille circoli aperti in pochi mesi, e tesserati che aumentano ogni giorno a suon di migliaia, il Generale Roberto Vannacci è il classico «oste» con cui tutti fanno i conti senza prenderlo in considerazione.

La strategia di Futuro Nazionale a Chivasso

A Chivasso, il referente cittadino di Futuro Nazionale, Vittorio Bevilacqua, accompagnato da Giosuè Gabriele Leante, delinea la strategia del partito (che nascerà ufficialmente dopo il congresso in programma a Roma tra poche settimane) ponendo l’accento su una squadra coesa («Siamo già pronti a scendere in campo, anche con un nostro candidato sindaco») e una missione ben definita. Il movimento si presenta in città come la «vera destra», radicata nei valori del patriottismo, delle tradizioni e della cultura italiana, cercando di recuperare quel fascino e quel senso di sicurezza che, secondo il Generale, l’Italia sta perdendo agli occhi del mondo.

L’intervista

Qual è il punto principale del vostro programma per Chivasso?

«La priorità assoluta è senza dubbio la sicurezza, poiché essa rappresenta il motore trainante di tutta la vita cittadina, inclusa l’economia. Se Chivasso tornasse a essere percepita come sicura, le persone tornerebbero a frequentarla e a spendere, invertendo il declino di una città che ha visto drasticamente ridursi il proprio PIL nonostante un potenziale bacino di utenza di oltre duecentomila abitanti. Attualmente, invece, si respira un clima di timore, con genitori preoccupati di mandare i figli a scuola e cittadini che hanno paura a girare per strada con oggetti di valore».

Perché insiste così tanto sul legame tra sicurezza e vita quotidiana?

«Perché la situazione attuale non è normale e condiziona ogni nostra scelta, dal dover inserire allarmi perimetrali in casa al timore di rientrare tardi la sera».

Bevilacqua riporta episodi preoccupanti, come scippi di orologi di lusso sotto casa o la necessità, per chi lavora in settori a rischio, di girare armati per sentirsi protetti:

«Questa percezione di insicurezza è alimentata da un sistema in cui il crimine sembra essere diventato un lavoro a rischio zero, dove spesso si ha l’impressione che venga tutelato più il delinquente che il cittadino onesto che paga le tasse».

Qual è stata la risposta della cittadinanza di Chivasso durante i vostri gazebo?

«L’accoglienza è stata estremamente positiva, con circa centocinquanta tessere sottoscritte (che ci permetteranno di portare a Roma almeno tre o quattro delegati, un risultato superiore a quello di molti comuni piemontesi più grandi) e duecento firme raccolte per la proposta sulla “tolleranza zero”».

Torniamo a Chivasso: come si pone Futuro Nazionale rispetto alle altre forze di centrodestra locali?

«Diciamo che non hanno ancora compreso la portata del cambiamento in atto. La squadra di Futuro Nazionale a Chivasso è già strutturata con un team di venticinque persone e un solido supporto esterno, tanto siamo già pronti a correre autonomamente alle elezioni con una nostra lista e un nostro candidato, se necessario. La determinazione è alta perché il gruppo sente di avere una strada tracciata e una solidità superiore a quella dei competitor attuali».