La consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra Lavinia Ferrari è intervenuta con un breve video sui social dopo le polemiche nate dalle sue dichiarazioni durante la seduta del Consiglio comunale di Pistoia. Al centro del dibattito ci sono le parole pronunciate a microfono acceso sul tema della sepoltura dei feti e dell’interruzione volontaria di gravidanza. Ferrari ha scelto di rivolgersi sia a chi si è sentito offeso sia a chi, a suo giudizio, avrebbe utilizzato il caso per una battaglia politica.
La replica dopo le polemiche
«Mi dispiace, non sono un mostro», ha esordito la consigliera, sostenendo che sia grave usare il dolore delle persone per finalità politiche. Ferrari ha aggiunto che avrebbe dovuto spiegarsi meglio, ma ha respinto l’idea di aver messo in discussione la sofferenza legata a un aborto spontaneo. «Niente toglie il dolore di un aborto spontaneo e nessuno lo mette in discussione», ha affermato nel video.
La consigliera ha poi chiarito il riferimento all’aborto, collegandolo alle modalità di gestione delle sepolture presso l’ospedale San Jacopo. Secondo la sua ricostruzione, il luogo di sepoltura dipende da un accordo tra la Cappellania dell’ospedale e la Misericordia di Pistoia, che tratta i feti al di sotto delle venti settimane, un periodo che Ferrari ha indicato come grosso modo coincidente con quello in cui sono consentite le interruzioni volontarie di gravidanza. La procedura riguarderebbe i genitori che hanno scelto di non occuparsi direttamente della sepoltura.
I numeri sulle interruzioni volontarie
Nel corso del suo intervento, Ferrari ha anche ammesso di aver reagito d’istinto e che i modi avrebbero potuto essere diversi. Ha però precisato che le sue parole non avevano a che fare con il dolore delle altre persone e ha chiesto che quel dolore non venga strumentalizzato. La parte finale del video è stata dedicata ai dati che, secondo la consigliera, sollevano interrogativi sull’effettiva applicazione della legge 194.
Ferrari ha citato i numeri relativi al 2024: al San Jacopo di Pistoia, in un comune di quasi 89mila abitanti, sarebbero state effettuate 86 interruzioni volontarie di gravidanza. Nello stesso periodo, a Pescia, comune indicato con circa 19.500 abitanti, le interruzioni sarebbero state 190. Dati che la consigliera considera indicativi di un accesso alla legge 194 «già fin troppo problematico» nel territorio pistoiese. Il video rappresenta così la sua versione dei fatti e il tentativo di precisare il significato dell’intervento che ha aperto la nuova fase della polemica.