La Confederazione Unitaria di Base della Spezia ha espresso una dura presa di posizione sul fermo di Giorgia Lombardi, consigliera comunale della Spezia, e di Lorenzo Diofili. Secondo quanto riferito dalla CUB, i due sono stati fermati dalle autorità israeliane in Cisgiordania, dove partecipavano a un’attività di solidarietà con la popolazione palestinese.
L’iniziativa consisteva nell’affiancare i contadini palestinesi durante la tradizionale raccolta delle olive. Nel comunicato, la CUB sostiene che l’attività si svolgesse in un contesto segnato da ostacoli e minacce rivolti alla popolazione locale da parte dei coloni e dell’esercito israeliano. Il sindacato considera il fermo un atto rivolto non soltanto contro i due volontari, ma anche contro le attività di solidarietà internazionale.
La posizione della CUB
La Confederazione definisce l’arresto arbitrario e lo interpreta come un tentativo di criminalizzare la difesa dei diritti umani e il sostegno alla popolazione palestinese. Nel testo, l’organizzazione rivendica i propri riferimenti all’antimilitarismo e all’internazionalismo operaio e popolare, sostenendo che la solidarietà verso chi vive sotto occupazione rappresenti un dovere civico e politico.
La CUB contesta inoltre l’idea che aiutare i contadini a raccogliere i frutti della propria terra possa costituire un reato. Il sindacato chiede l’immediata liberazione di Lombardi, Diofili e degli altri volontari fermati, oltre a garanzie sulla loro incolumità.
La richiesta alle istituzioni
Nel comunicato, la CUB sollecita il Governo italiano e le istituzioni locali a fare tutto il possibile per favorire il rientro dei due partecipanti e degli altri volontari. L’appello riguarda sia la tutela delle persone coinvolte sia il loro celere ritorno a casa.
La presa di posizione arriva quindi dalla realtà sindacale della Spezia in relazione a un episodio avvenuto all’estero e inserito nel più ampio contesto del conflitto israelo-palestinese. Il testo diffuso dalla CUB non riporta ulteriori dettagli sulle circostanze del fermo né sulle eventuali procedure avviate dalle autorità israeliane.