Minoranze e Fratelli d’Italia uniti contro il sindaco, fa discutere la gestione di cantieri e plessi scolastici a Fara d’Adda. Al termine di un Consiglio comunale dai toni particolarmente tesi, i capigruppo di opposizione Gianni Filotto e Angelo Moleri, così come Samuele Lo Faro (FdI), non hanno risparmiato duri attacchi al borgomastro Raffaele Assanelli.
Filotto critica i ritardi del nido
Il primo, dopo la seduta, a farsi sentire è stato Filotto, che attraverso il proprio blog “Cronache di Fara” ha ricordato i gravi ritardi nella realizzazione del nuovo polo per l’infanzia:
“Lavori assegnati nel novembre 2023, che sarebbero dovuti terminare nel febbraio 2025 e sono invece ancora in corso», ha dichiarato il consigliere, che ha riepilogato la lunga lista di proroghe del cantiere, di cui più volte è stata promessa la chiusura. «L’ultima data prevista era quella del 22 febbraio, chiaramente disattesa – ha concluso – In compenso il costo iniziale di circa 2,1 milioni è lievitato. Siamo certi che l’intervento verrà chiuso entro il mese di giugno per rientrare negli obblighi del Pnrr, pur con un ritardo di 15 mesi e un incremento di oltre mezzo milione di euro sull’investimento inizialmente previsto. A imperitura memoria di come non gestire un’opera pubblica”.
Moleri sul Consiglio: “Dal sindaco reazioni scomposte e aggressive”
Parole a cui hanno fatto seguito, nei giorni successivi, quelle di Moleri e Lo Faro, con il primo ad accusare Assanelli di reazioni scomposte e offensive nei confronti delle minoranze:
“Frasi tipiche di chi, anziché rispondere nel merito, preferisce attaccare personalmente chi esprime posizioni differenti, tentando di delegittimare il ruolo della minoranza», ha commentato. «Assanelli non ritiene utili le nostre proposte? Lo dica chiaramente, senza insultare nessuno, assumendosene la responsabilità politica – ha aggiunto – Ha però il dovere di rispondere ai cittadini e di confrontarsi nel merito delle questioni poste. Spieghi, ad esempio, cosa abbia fatto concretamente per evitare la chiusura del plesso di Badalasco, dopo aver dichiarato in campagna elettorale che quella realtà dovesse continuare a esistere. Il risultato, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: la scuola ha chiuso. Spieghi inoltre quale futuro intenda riservare all’istituto di via Dante: chiarisca perché abbia chiesto riservatezza ai consiglieri e dica apertamente se la proprietà del plesso passerà all’ente creditizio che finanzierà l’operazione. Spieghi infine perché, pur non essendo stato ancora approvato alcun atto amministrativo relativo alla ristrutturazione, siano già stati stanziati 70 mila euro per ricavare nuove aule in via Canonica”.
Lo Faro: “Dibattito surreale, tra inesattezze e falsità”
Temi, questi, toccati anche da Lo Faro, che da spettatore dell’ultima seduta si è inserito nel dibattito a posteriori per smentire la rivendicazione del sindaco dei “meriti” per aver salvato il plesso di Badalasco lo scorso anno:
“Sono rimasto allibito da quanto accaduto durante l’ultima seduta: tra accuse di “disonestà”, fatti pubblici improvvisamente negati e ricostruzioni fantasiose, il livello del dibattito sta diventando surreale – ha esordito – Nel corso della discussione, incalzati dall’opposizione sulla primaria di Badalasco, si è addirittura arrivati a negare una vicenda che è pubblica e incontestabile. Basta rileggere il comunicato del sindaco del 18 febbraio 2025 e gli articoli di quei giorni per ricordare il clima di allora: la scuola veniva sostanzialmente data per spacciata, scaricando la responsabilità sulla dirigenza e rassegnandosi a una chiusura ritenuta inevitabile. Fu proprio dopo quel comunicato che venni contattato da cittadini sinceramente preoccupati: avviai un’interlocuzione urgente con il ministero dell’Istruzione e, da lì, emerse un fatto molto semplice: la chiusura non era automatica come qualcuno stava raccontando. All’incontro con le famiglie trovai da una parte cittadini comprensibilmente preoccupati, dall’altra un’Amministrazione che non aveva piena contezza degli strumenti normativi disponibili e che riteneva di dover semplicemente prendere atto della situazione, tant’è che fu necessario chiarire persino a chi spettasse realmente la competenza decisionale. I fatti parlano chiaro: la scuola allora non chiuse e si riuscì a mantenerla aperta ancora per un anno. È quindi ingeneroso tentare oggi di riscrivere la cronologia dei fatti o negare ciò che tutti ricordano perfettamente”.
Lo Faro ha colto l’occasione anche per replicare ad Assanelli sulla sua proposta per una nuova primaria accanto alle scuole medie:
“Fa specie leggere che si sostenga di “aver vagliato ogni ipotesi” e poi si parli, per esempio, di “terreno scosceso”, dimostrando di non aver nemmeno compreso quale fosse e dove potesse posizionarsi l’alternativa progettuale proposta, che riguarda invece l’area tra le medie e il parcheggio o, volendo, quella della vecchia pista d’atletica in disuso – ha proseguito – Evidentemente, oltre alla competenza, servirebbe anche la comprensione dei progetti di cui si discute. Se poi abbiamo esperti che credono di essere più qualificati del ministero stesso, non posso che prenderne atto. Vedremo i risultati, sperando che il conto non lo paghino i cittadini. Singolare, poi, scoprire che il pagamento delle rate dell’operazione inizierà nel 2029, guarda caso nell’anno delle prossime elezioni comunali. Come a dire: “Noi costruiamo oggi la nostra “piramide faraonica”, salvo poi lasciare a chi verrà dopo il compito di presentarne il conto ai cittadini”.


