Le posizioni contenute nel programma di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, hanno spinto Asti Pride a intervenire pubblicamente. L’associazione per i diritti civili ha rivolto un appello alle forze politiche, chiedendo chiarezza sui temi sociali e sulle conseguenze delle proposte messe nero su bianco dal movimento.
Secondo Asti Pride, le indicazioni su aborto, unioni civili, modelli familiari, persone LGBT+ e persone transgender minorenni non possono più essere considerate semplici provocazioni affidate a interviste o messaggi sui social. Per l’associazione si tratta di un programma politico definito, che richiede una presa di posizione da parte dei partiti, in particolare di quelli progressisti e liberali.
Il richiamo alle forze progressiste
Nel documento diffuso dal direttivo astigiano, il tema viene collegato al dibattito sulle cosiddette derive woke, sul politicamente corretto e sulle questioni identitarie. Asti Pride sostiene che il confronto non possa fermarsi a discussioni teoriche quando vengono messi in discussione diritti e libertà fondamentali. Da qui la richiesta ai rappresentanti politici di chiarire da quale parte intendano schierarsi.
L’associazione contesta in particolare le ipotesi che, a suo giudizio, potrebbero portare alla cancellazione delle unioni civili, a una riduzione dei diritti delle donne, a limitazioni per le persone LGBT+ e alla previsione come reato universale della transizione di genere per i minori. Sono posizioni che Asti Pride considera una possibile regressione rispetto alle tutele conquistate negli anni.
La richiesta di un confronto senza ambiguità
Il direttivo chiede quindi alle forze progressiste e liberali di indicare con precisione quali diritti intendano difendere, quali proposte vogliano contrastare e quale idea di società intendano sostenere. Nel documento si sottolinea che la difesa della democrazia non riguarda soltanto i diritti già acquisiti, ma anche la capacità di reagire quando qualcuno propone di limitarli o cancellarli.
Asti Pride precisa di non chiedere adesioni a una particolare etichetta culturale, ma risposte concrete sui principi di uguaglianza, libertà e dignità. L’associazione respinge quelli che definisce equilibrismi semantici e invita la politica a superare l’ambiguità, assumendo posizioni riconoscibili sui contenuti del programma di Futuro Nazionale.
La nota si chiude con un appello a sostituire le discussioni astratte con scelte politiche esplicite. Il messaggio rivolto ai partiti è che, su questi temi, non sarebbero sufficienti dichiarazioni generiche o rinvii: servirebbero orientamenti chiari sulle misure da sostenere e su quelle da contrastare.