Lucca tornerà alle urne nella primavera del 2027 e, nel quadro delle discussioni già avviate da partiti e coalizioni, l’ex sindaco di Capannori e Viareggio Giorgio Del Ghingaro rilancia l’ipotesi di una proposta civica autonoma. L’intervento, diffuso il 30 ottobre 2026, indica una possibile terza via rispetto alla tradizionale contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra.
Del Ghingaro sostiene che il civismo non debba nascere in contrapposizione ai partiti, considerati una componente essenziale della vita democratica, ma dalla necessità di rappresentare chi vive quotidianamente il territorio e non si riconosce nelle appartenenze politiche tradizionali. Professionisti, volontari, imprenditori, giovani e cittadini impegnati nei quartieri potrebbero trovare spazio in un progetto fondato su autonomia e responsabilità diretta.
Autonomia e accordi sui programmi
Secondo l’ex sindaco, la crescita dell’astensione rende necessario ricostruire un rapporto più vicino tra istituzioni e cittadini. Le liste civiche, quando sono effettivamente indipendenti, possono riportare al voto persone che non si riconoscono nei simboli nazionali, valorizzando candidati conosciuti e radicati nella comunità. L’autonomia, precisa, non significherebbe isolamento: eventuali accordi di governo sarebbero possibili, ma dovrebbero basarsi su programmi trasparenti e non su decisioni assunte da segreterie esterne.
Nel suo intervento Del Ghingaro individua cinque priorità per la città. La prima riguarda la casa, con la necessità di affrontare il costo degli affitti e la difficoltà di giovani e lavoratori a rimanere a Lucca. Tra le soluzioni citate figurano il recupero degli immobili sfitti, l’housing sociale e intese tra pubblico e privato, mantenendo un equilibrio tra le esigenze dei residenti e il peso del turismo, soprattutto nel centro storico.
La seconda priorità è il rapporto tra il centro e le frazioni, alle quali vengono ricondotte richieste di manutenzione, servizi di prossimità, trasporto pubblico e presidi sociali. La terza è la mobilità, con i nodi del traffico, dell’accesso al centro e dei collegamenti con la Piana e la Valle del Serchio. Su questi temi, secondo Del Ghingaro, servono dati condivisi e decisioni illustrate con chiarezza alla popolazione.
Sanità e partecipazione
Il quarto punto riguarda la sanità. Pur trattandosi di una competenza regionale, il sindaco è indicato come prima autorità sanitaria locale e interlocutore delle famiglie. I tempi di attesa per visite ed esami restano un problema per molti cittadini, con il rischio di ricorrere al privato o di rinunciare alle cure. Al Comune viene riconosciuto un ruolo nel rappresentare le esigenze del territorio, sostenere i servizi di prossimità e facilitare l’accesso alle prestazioni, anche per chi vive nelle frazioni.
La quinta priorità è la partecipazione. Del Ghingaro propone consulte territoriali con un ruolo effettivo, bilanci più comprensibili e verifiche periodiche tra gli impegni annunciati e quelli realizzati. Un passaggio che, a suo giudizio, sarà ancora più importante dopo la conclusione della stagione del Pnrr, quando i Comuni dovranno concentrare l’attenzione sulla spesa corrente e sulla manutenzione delle opere.
La conclusione dell’intervento è un’apertura alla costruzione di un progetto civico capace di raccogliere energie presenti nelle frazioni, nelle associazioni e nel mondo del lavoro. Del Ghingaro ritiene che una proposta autonoma, sostenuta da una figura riconoscibile, possa diventare una delle opzioni sottoposte agli elettori lucchesi. Il tema, aggiunge, non riguarda soltanto chi governerà la città, ma anche il metodo con cui verrà amministrata.