Il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni, nella Città Metropolitana di Milano, ha approvato il permesso di costruire convenzionato per il nuovo studentato previsto nell’area degli ex uffici Magneti Marelli. Il progetto interesserà l’immobile all’angolo tra viale Italia e via Ercole Marelli, la cui demolizione è già stata completata, e prevede la realizzazione di una residenza universitaria operativa a pieno regime dall’anno accademico 2029/2030.
Il progetto e le tariffe
La struttura dovrebbe disporre di 857 camere, per circa mille posti letto complessivi. Soltanto 86 stanze, pari a circa il 10 per cento del totale, saranno offerte a tariffa convenzionata, con prezzi inferiori del 20 per cento rispetto alla media del mercato libero. Secondo quanto riferito nel dibattito consiliare, le tariffe delle camere partiranno da 800 euro e potranno superare i mille euro.
L’operazione immobiliare fa capo al fondo Casati IV di Castello SGR e coinvolge l’operatore Collegiate per lo sviluppo della residenza. La proprietà non ha usufruito delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che prevedono, tra i requisiti, una quota minima del 30 per cento di camere in convenzione. Il nuovo intervento si inserisce nel più ampio processo di trasformazione dell’area un tempo occupata dagli uffici della Magneti Marelli.
Le reazioni politiche
Tra i voti contrari al permesso di costruire c’è stato quello di Michele Foggetta, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra. Foggetta ha riconosciuto come positiva la riqualificazione di un edificio abbandonato, ma ha contestato le condizioni dell’accordo, sostenendo che l’amministrazione avrebbe potuto ottenere una quota maggiore di alloggi a prezzi accessibili.
Secondo l’esponente di Avs, i canoni previsti non sarebbero compatibili con le esigenze di molti studenti e l’intervento rischierebbe di alimentare la speculazione edilizia. Foggetta ha inoltre criticato l’idea di misurare il valore del progetto soprattutto attraverso il numero dei posti letto, sostenendo che Sesto dovrebbe puntare a diventare una città in cui i giovani possano vivere, costruire relazioni e scegliere eventualmente di restare.
Di segno opposto la posizione dell’assessore all’Urbanistica Antonio Lamiranda, che ha difeso l’approvazione dell’intervento e accusato Partito democratico e Sinistra di opporsi senza proporre alternative. Anche il sindaco Roberto Di Stefano ha commentato positivamente il via libera, affermando che il nuovo studentato cambierà il volto del quartiere. Entro il 2030, secondo il primo cittadino, Sesto San Giovanni potrebbe arrivare a circa 5mila posti letto universitari, rafforzando il proprio ruolo di polo attrattivo per le nuove generazioni.