Liguria

Da Sanremo a Imperia, l’allarme di Cerri sulle carceri liguri

La rappresentante di Forza Italia segnala organici insufficienti e discontinuità nelle cure

Sovraffollamento, carenza di personale e criticità nell’assistenza sanitaria sono al centro dell’intervento della consigliera regionale di Forza Italia Chiara Cerri, dopo l’interrogazione discussa in Consiglio regionale e promossa dal capogruppo del partito, Angelo Vaccarezza. Secondo Cerri, la situazione degli istituti liguri presenta problemi che richiedono risposte non più rinviabili.

Tra le questioni indicate dalla consigliera figura anche l’assenza di un istituto penitenziario nel Savonese. A questa si aggiungono il numero elevato di detenuti rispetto alla capacità delle strutture e le difficoltà legate agli organici della Polizia Penitenziaria. Il quadro, nella ricostruzione portata in aula, incide sulla sicurezza interna e sulle condizioni di lavoro degli agenti.

Le criticità segnalate

La situazione è stata affrontata anche durante la visita del 13 agosto alla Casa circondariale di Sanremo. All’incontro hanno partecipato il gruppo consiliare di Forza Italia, gli assessori regionali Marco Scajola e Claudia Morich, gli onorevoli Bagnasco e Costa e i rappresentanti del SAPPE Liguria. La visita ha consentito, secondo quanto riferito da Cerri, di esaminare direttamente le difficoltà presenti nella struttura.

Il nodo indicato come più delicato riguarda il coordinamento dell’assistenza sanitaria penitenziaria. Attualmente esiste un unico Provveditorato per Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, mentre nei tre territori operano sistemi sanitari differenti. Cerri sostiene che questa organizzazione possa creare problemi nel trasferimento dei detenuti con disturbi psichiatrici, con il rischio di modificare la terapia in corso e di interrompere la continuità delle cure.

Il coordinamento tra le Regioni

La consigliera collega le difficoltà sanitarie anche alla sicurezza del personale. Nel suo intervento ha richiamato il ferimento di un agente a Imperia, indicato come esempio delle conseguenze che possono derivare da una gestione non uniforme dei percorsi terapeutici e assistenziali all’interno degli istituti.

Durante la seduta, l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò ha dichiarato di voler sottoporre la questione alla Commissione permanente tra le Regioni interessate. L’obiettivo è affrontare il coordinamento tra le diverse amministrazioni e valutare le misure necessarie per garantire maggiore continuità nell’assistenza ai detenuti.

Cerri ha inoltre ricordato che già a giugno il Consiglio regionale aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno per chiedere un Provveditorato autonomo per la Liguria. La consigliera ha ribadito la necessità di proseguire il confronto istituzionale, indicando come priorità la tutela della Polizia Penitenziaria e della salute delle persone detenute.