Piemonte

Cultura in Piemonte: gli operatori chiedono meno burocrazia e più confronto con la Regione

Il Comitato Emergenza Cultura sollecita l'attivazione dei tavoli tecnici e generali per snellire i finanziamenti e tutelare il lavoro

Cultura in Piemonte: gli operatori chiedono meno burocrazia e più confronto con la Regione

Oggi, mercoledì 14 ottobre 2026, si è tenuta a Torino la seduta congiunta delle Commissioni regionali Cultura e Lavoro, presiedute rispettivamente dalla consigliera Paola Antonetto e dalla consigliera Monica Canalis, per ascoltare le richieste degli operatori del settore.

Durante l’audizione, la delegazione del Comitato Emergenza Cultura, nato nel 2010 e rappresentativo di circa sessanta realtà, ha esposto le criticità gestionali e burocratiche che penalizzano le imprese culturali piemontesi.

“Restituire piena dignità al lavoro e alle imprese culturali e agire affinché la cultura sia diffusa sull’intero territorio regionale.”

Gli operatori chiedono meno burocrazia

Nel corso del confronto, il portavoce dell’organizzazione Alessandro Gaido ha sottolineato la necessità di interventi urgenti a tutela del comparto.

“Intende arginare l’agonia del mondo culturale piemontese. Per impedirne la morte, i consiglieri regionali hanno uno strumento efficace: il Tavolo tecnico e il Tavolo generale della Cultura.”

Lo stesso rappresentante ha poi chiarito la funzione operativa dei due organismi previsti.

“Il primo è necessario per l’efficientamento dell’operato burocratico che rischia di strozzare gli operatori culturali, mentre il secondo serve come luogo di confronto sulle politiche culturali tra operatori e consiglieri, rappresentanti dei cittadini piemontesi.”

Sulle scadenze imminenti è intervenuto l’operatore Federico Toso, sollecitando la continuità nell’interlocuzione con le istituzioni locali.

“I Tavoli della Cultura diventino strumenti operativi di dialogo e confronto reale poiché i problemi da affrontare sono tanti, a cominciare dal prossimo, convocato per il 16 novembre. Gli interlocutori e i problemi sono numerosi, a cominciare dai tempi e dai modi di erogazione dei finanziamenti e del precariato creativo.”

L’esponente del comitato Wanda Cremona ha invece fornito i dati relativi al peso economico prodotto dalla filiera regionale.

“Restituire piena dignità al lavoro e alle imprese culturali piemontesi, la cui filiera non costituisce una spesa assistenziale ma un settore economico highly strategico, se si considera che ogni euro investito nella filiera ne attiva 1,7 nei settori adiacenti contribuendo per il 6,2 al Pil regionale nel 2025 e piazzando il Piemonte al terzo posto nazionale dietro Lazio e Lombardia e che gli occupati delle 21.284 imprese Cor del sistema produttivo e culturale creativo sono cresciuti da 69,8 mila nel 2021 a 74 mila nel 2024.”

Nel corso del dibattito sono intervenuti per formulare quesiti i consiglieri Daniele Valle, Monica Canalis, Laura Pompeo ed Emanuela Verzella. In risposta al quesito posto da Daniele Valle, l’esponente Alessandro Gaido ha avanzato la proposta di modificare la legge regionale 11/2018 per permettere l’attivazione dei Tavoli della Cultura anche su richiesta di soggetti esterni alla Giunta regionale.

Successivamente, rispondendo alle osservazioni del consigliere Carlo Riva Vercellotti, l’operatrice Wanda Cremona si è soffermata sul ruolo dell’editoria locale per la valorizzazione del territorio, auspicando interventi a sostegno della lettura nelle aree periferiche. In replica al consigliere Silvio Magliano, il portavoce Alessandro Gaido ha richiamato l’utilità dello strumento regionale Rafforza cultura per agevolare l’accesso al credito e velocizzare le erogazioni dei contributi agli enti più piccoli. Infine, rispondendo alla consigliera Sarah Disabato, l’operatore Federico Toso ha ribadito la richiesta di garantire un calendario certo per le convocazioni dei tavoli di confronto.