È durato quasi 40 minuti l’intervento con cui il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha illustrato al Consiglio comunale il bilancio 2025 del Coeso. La relazione è arrivata dopo le perplessità sollevate dal consigliere comunale Giacomo Cerboni sul disavanzo dell’ente e sul possibile impatto sui conti del Comune.
Secondo i dati presentati in aula, il Coeso ha chiuso l’esercizio 2025 con una perdita di 2 milioni e 88mila euro. Considerando anche le perdite accumulate negli anni precedenti, la somma complessiva che il Piano di riequilibrio dovrà recuperare sale a circa 2 milioni e 586mila euro. Per fare fronte alla situazione, il Comune di Grosseto ha previsto un accantonamento prudenziale di circa 620mila euro.
Il confronto sui conti
Cerboni ha chiesto chiarimenti sul fatto che una parte del disavanzo, quantificata in circa 600mila euro, ricadrebbe sul bilancio comunale e quindi sulle risorse della comunità grossetana. Il consigliere ha domandato le ragioni del buco nei conti del Coeso, l’entità dello scostamento rispetto alle previsioni e le conseguenze attese sul bilancio 2026.
Nel suo intervento, Cerboni ha inoltre sollevato il tema della sede dell’ente. Il Coeso, ha ricordato, continua a pagare un affitto in via Portogallo nonostante l’acquisto di un terreno avvenuto nel 2011. Sulla questione, il sindaco ha spiegato che l’eventuale edificazione dovrà essere valutata all’interno di una più ampia strategia patrimoniale.
Vivarelli Colonna ha riconosciuto la presenza di un problema economico, ma ha sottolineato che dietro le uscite del Coeso ci sono servizi rivolti a persone in condizioni di fragilità. Tra i destinatari dell’assistenza figurano anziani non autosufficienti, bambini con disabilità, famiglie in difficoltà, minori da tutelare e cittadini che necessitano di assistenza domiciliare.
Le strutture in difficoltà
Il sindaco ha riferito che i costi sostenuti dal Coeso per garantire i servizi sono aumentati di 525mila euro nell’esercizio 2025. È inoltre prevista una crescita di quasi il 10 per cento entro giugno 2028. La relazione ha esaminato anche la situazione della Rsa San Giovanni di Scansano, che nel 2025 ha registrato uno squilibrio economico di circa 392mila euro, pur raggiungendo un tasso di occupazione del 98 per cento.
La struttura, ha spiegato il sindaco, non poteva interrompere il servizio. Tra le ipotesi indicate c’è il possibile trasferimento degli ospiti e del personale in una nuova Rsa. Un altro saldo negativo, pari a circa 250mila euro, riguarda la comunità educativa Il Cerchio di Santa Fiora, che accoglie otto minori.
La linea esposta in Consiglio comunale è quella di non risanare i conti riducendo le prestazioni destinate alle persone più vulnerabili. Il sindaco ha sostenuto che la priorità resta la protezione dei servizi essenziali, pur nella necessità di affrontare il disavanzo, le perdite pregresse e le prospettive economiche delle strutture gestite dal Coeso.