Garantire gli stessi servizi a tutti i cittadini, anche nei territori più lontani dai centri principali. È la richiesta avanzata da Agnese Carletti, presidente della Provincia di Siena e sindaca di un Comune di circa 1.400 abitanti, intervenuta sul tema delle aree interne e montane. Il suo appello è rivolto alla commissione bicamerale per le questioni regionali, chiamata a verificare condizioni e necessità di queste realtà.
I piccoli borghi offrono qualità della vita, paesaggi, rapporti sociali più stretti e costi delle abitazioni relativamente contenuti. Accanto a questi aspetti, però, restano difficoltà strutturali: la riduzione dei servizi, la carenza di opportunità occupazionali per i giovani e la conseguente permanenza soprattutto della popolazione anziana. Nel territorio senese, ha spiegato Carletti, oltre la metà dei Comuni è riconosciuta come area interna o montana.
La distanza dai servizi essenziali
Secondo la presidente, le aree interne sono caratterizzate soprattutto dalla distanza dai centri che erogano i servizi. Una condizione che, a suo giudizio, può riguardare anche l’intera provincia, considerata la lontananza dalle principali infrastrutture. Nei Comuni più piccoli diventa così complesso assicurare l’accesso al medico, agli uffici postali e agli sportelli bancari, oltre che agli ospedali e alle scuole.
Tra le criticità indicate ci sono anche i trasporti e la difficoltà di reperire insegnanti. Per Carletti, la risposta non può limitarsi a misure temporanee o bonus destinati ai centri di dimensioni ridotte. Servono invece riforme strutturali capaci di riorganizzare i servizi pubblici in modo da assicurare condizioni equivalenti a chi vive nei piccoli Comuni e a chi risiede nelle città più grandi.
Le misure regionali e il ruolo dei presidi locali
Carletti ha riconosciuto l’attenzione della Regione Toscana verso i Comuni di minori dimensioni, citando la legge sulla Toscana diffusa. Il provvedimento consente di attivare canali specifici e di considerare le peculiarità dei singoli territori, nella convinzione che le soluzioni adottate per una grande città non possano essere applicate automaticamente a un Comune di 1.400 abitanti.
La presidente ha richiamato anche il valore dei negozi di vicinato e dei bar, spesso tra i pochi luoghi rimasti per gli incontri e la socialità. La chiusura di queste attività, insieme alla riduzione degli altri servizi, rischia di indebolire ulteriormente la vita dei borghi. Per sostenerli, ha osservato, potrebbe essere necessaria anche una fiscalità differenziata, calibrata sulle condizioni dei territori più fragili.
La priorità indicata da Carletti resta quindi il riconoscimento del diritto di ogni cittadino a usufruire dei servizi pubblici alle medesime condizioni. Un obiettivo che, nella sua impostazione, dovrebbe guidare la revisione dell’organizzazione attuale e le conclusioni della commissione bicamerale sulle aree interne.