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Calenda: Azione da sola per rendere decisivo il centro

Lista autonoma: quattro schieramenti dopo il voto

Calenda: Azione da sola per rendere decisivo il centro

Carlo Calenda annuncia che Azione correrà da sola alle prossime elezioni, senza aderire né al centrodestra né al cosiddetto Campo largo. L’obiettivo dichiarato dal leader del partito è costruire una lista centrista capace di diventare determinante, dopo il voto, nella formazione del nuovo governo.

La posizione è stata esposta in un’intervista a Maria Teresa Meli pubblicata dal Corriere della Sera. Calenda definisce l’attuale confronto politico un bipolarismo immorale e sostiene che il sistema debba lasciare spazio a un’area autonoma, composta da forze popolari, europeiste e riformiste liberal-democratiche.

La distanza dal Campo largo

Nel colloquio, il leader di Azione rivolge le critiche principali al centrosinistra. Secondo Calenda, Giuseppe Conte avrebbe ormai assunto la guida del Campo largo, anche perché sarebbe l’unico esponente dello schieramento ad avere un programma. L’ex presidente del Consiglio viene però contestato per le sue posizioni sul reddito di cittadinanza, sull’energia e sull’eventuale interruzione degli aiuti destinati all’Ucraina, definite da Calenda una linea folle.

Nel mirino finisce anche Matteo Renzi. Calenda sostiene che l’ex presidente del Consiglio sia stato marginalizzato all’interno dell’alleanza progressista: non sarebbe invitato ai vertici né coinvolto nelle telefonate tra i dirigenti. Da qui la domanda, formulata dallo stesso leader di Azione, su come Renzi possa non sentirsi umiliato.

Le critiche al governo e lo scenario elettorale

Calenda prevede per il Campo largo una sconfitta elettorale clamorosa e non risparmia rilievi al governo guidato da Giorgia Meloni. Tra i problemi indicati cita il carovita, una manovra economica giudicata la più debole degli ultimi anni e le difficoltà sul fronte della sicurezza. Il leader di Azione non esclude inoltre che la presidente del Consiglio possa decidere di anticipare le elezioni.

La strategia proposta si fonda sulla presenza di quattro poli. Secondo Calenda, se nessuno schieramento riuscisse a raggiungere il 42 per cento, la lista di centro potrebbe risultare decisiva per la formazione del prossimo esecutivo. A sostenerla, nelle intenzioni del leader, dovrebbero essere popolari, europeisti, movimenti centristi e riformisti liberal-democratici.

Un passaggio dell’intervista riguarda infine la guerra in Ucraina. Calenda chiede al governo di approvare entro un mese il pacchetto di aiuti a Kiev. In caso contrario, sostiene, l’agenda dell’esecutivo rischierebbe di essere dettata da Matteo Salvini.