Il Comune di Brescia si prepara a dotarsi del primo strumento per la localizzazione degli impianti di telefonia mobile. L’adozione del Piano delle Antenne e di un regolamento sulle emissioni elettromagnetiche è stata inserita tra gli impegni approvati durante la ripresa dei lavori dell’assemblea cittadina.
Il tema è arrivato in aula attraverso una petizione promossa dopo le segnalazioni dei residenti del quartiere Abba. In particolare, i cittadini lamentano il rumore continuo prodotto dagli impianti installati sui tetti, percepito anche all’interno delle abitazioni. Alla questione dell’inquinamento acustico si aggiungono le preoccupazioni per le emissioni elettromagnetiche e per il rinnovo della concessione del tetto di un edificio pubblico sul quale sono presenti le antenne.
La richiesta rivolta alla Giunta riguarda quindi la gestione complessiva delle infrastrutture: i firmatari chiedono una programmazione delle installazioni e regole precise, sul modello di quanto già avvenuto in altri Comuni. Durante il dibattito, Massimiliano Battagliola ha criticato la gestione degli anni precedenti, sostenendo che il territorio sarebbe stato pianificato in modo insufficiente. Il consigliere ha richiamato l’esperienza di Bergamo e il supporto di Arpa, oltre al principio europeo di precauzione.
Carlo Andreoli ha invece posto l’attenzione sui diritti di superficie concessi per vent’anni e sulla necessità di definire un indirizzo chiaro sul loro eventuale rinnovo. L’assessora all’Ambiente Camilla Bianchi ha rivendicato il confronto già avviato con i gestori, comprese le analisi tecniche svolte in contraddittorio con Arpa. L’ordine del giorno fissa al 31 dicembre 2026 il termine per l’adozione degli strumenti e prevede un cronoprogramma entro 45 giorni, con relazioni periodiche in commissione.
Ex gasometro, verifiche sulla bonifica
Nel corso della seduta l’amministrazione ha riferito anche sulla bonifica dell’ex gasometro. Il procedimento risulta ancora aperto perché il primo intervento di risanamento, eseguito tra il 2007 e il 2008, non è stato seguito dalla convalida formale e dalla chiusura definitiva della pratica.
Con l’approvazione di un nuovo piano operativo sono stati avviati campionamenti e attività di caratterizzazione in contraddittorio con Arpa. I risultati dovranno stabilire l’effettiva presenza di idrocarburi e chiarire se sarà necessario un ulteriore intervento prima di valutare la restituzione dell’area alla cittadinanza. La vicenda è stata collegata anche al dibattito sulla candidatura di Brescia a Capitale verde europea, respinta per la seconda volta. L’assessora ha indicato in 39mila euro il costo del dossier 2026 e ha difeso il lavoro dell’amministrazione sui temi ambientali.
Mobilità, turismo e attività di strada
Un’altra parte della seduta ha riguardato la revisione delle funzioni di Brescia Mobilità. La società potrà occuparsi, oltre che della promozione turistica e degli infopoint, anche della valorizzazione commerciale e degli impianti pubblicitari su area pubblica. Al suo interno confluirà il Convention Bureau, progetto destinato a promuovere la città come sede di congressi ed eventi.
Il nuovo assetto è sostenuto da un contributo comunale di 300mila euro l’anno per il biennio 2026-2027. Durante il dibattito è stata inoltre avanzata la proposta di limitare le sponsorizzazioni relative a prodotti ad alta impronta di carbonio. L’esecutivo ha rimandato la discussione ai criteri che disciplineranno i futuri contratti e le concessioni.
Approvato infine il regolamento per le attività di strada, che supera la precedente suddivisione rigida per zone e orari. Le performance saranno distinte in base all’impatto acustico, dalle esibizioni senza amplificazione agli spettacoli che richiedono strumentazioni più complesse, nel rispetto dei limiti di decibel e delle fasce orarie. L’obiettivo dichiarato è bilanciare la libertà espressiva degli artisti con la tutela della quiete pubblica e del riposo dei residenti.