Dopo le aggressioni omofobe denunciate nelle ultime settimane nel centro di Bologna, il Cassero LGBTQIA+ Center sollecita il sindaco Matteo Lepore e l’amministrazione comunale a intervenire con politiche basate su spazi, risorse ed educazione alle differenze. Il circolo contesta invece gli appelli della destra a una maggiore presenza delle forze dell’ordine e alla militarizzazione delle strade.
La critica a Fratelli d’Italia
Le persone colpite hanno presentato denuncia. Alle loro testimonianze si sono aggiunte quelle del Cassero e del Rivolta Pride, che hanno condannato le violenze e segnalato un clima di crescente ostilità verso le minoranze. Secondo quanto riferito dal circolo sulla base dei racconti di alcune vittime, gli aggressori sarebbero giovani probabilmente di origine straniera. Un elemento che ha alimentato il confronto politico cittadino.
La presidente del Cassero, Camilla Ranauro, intervenendo a nome del Consiglio direttivo, ha criticato l’interrogazione consiliare presentata da Fratelli d’Italia per esprimere solidarietà alla comunità queer. A giudizio di Ranauro, si tratterebbe di una solidarietà strumentale, utilizzata per indicare nella comunità musulmana e nell’immigrazione i responsabili del clima d’odio denunciato dalle persone LGBTQIA+.
Il Cassero respinge questa interpretazione e sostiene che il problema non sia la presenza di persone straniere o di fede islamica, ma il permanere nelle istituzioni di una visione religiosa definita dal circolo retrograda e oscurantista. L’associazione ha inoltre preso le distanze dalla richiesta di aumentare il controllo sul territorio: secondo il Cassero, non servono più zone rosse né un modello di sicurezza fondato principalmente sulla repressione.
Le richieste all’amministrazione
Per affrontare le violenze, il circolo chiede al Comune più risorse e spazi destinati alle attività, ai progetti e alla socialità della comunità. Tra le richieste figura anche un maggiore sostegno all’educazione alle differenze e alla sessuo-affettività nelle scuole, indicata come una misura di prevenzione sollecitata dagli stessi studenti.
La prevenzione, nella prospettiva del Cassero, passa dalla costruzione di legami, dall’incontro tra culture e dalla riduzione delle disuguaglianze. Alimentare paura e divisioni, aumentare il controllo e individuare un capro espiatorio tra le persone più marginalizzate, sostiene l’associazione, non contribuirebbe a ridurre la violenza.
Ranauro ha infine rivolto critiche al governo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di non essere mai stato al fianco della comunità LGBTQIA+ e di avere promosso discorsi d’odio ritenuti capaci di legittimare le aggressioni. Nel mirino sono finiti, tra gli altri, il disconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali, le misure contro le famiglie non conformi, gli ostacoli all’accesso alla salute per le persone trans e la cosiddetta legge Valditara. Il Cassero chiede alle istituzioni cittadine di schierarsi contro la violenza e il razzismo, a sostegno di tutte le minoranze.