Ad Arezzo torna al centro del dibattito la richiesta di attuare il progetto della dispensa solidale, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale nel 2022. L’iniziativa, proposta da Scelgo Arezzo, prevede la creazione di un luogo dedicato al recupero e alla redistribuzione di alimenti, farmaci e vestiario destinati alle persone in difficoltà.
A quasi quattro anni dall’approvazione, secondo quanto sostenuto da Scelgo Arezzo, l’impegno non si sarebbe ancora tradotto in un servizio operativo. Da qui la richiesta rivolta alla Giunta di dare seguito all’atto di indirizzo e di trasformare il progetto in una realtà concreta per la comunità.
Un modello contro sprechi e fragilità
La proposta si inserisce nel quadro delle misure introdotte dalla normativa contro gli sprechi alimentari, che dal 2016 ha previsto anche la possibilità di organizzare luoghi fisici per la raccolta e la distribuzione dei beni. Esperienze analoghe, viene ricordato, sono già attive in diversi Comuni.
Il modello ipotizzato si fonda sul coordinamento dell’ente locale e sulla collaborazione tra associazioni di volontariato, piccola, media e grande distribuzione e aziende pubbliche. Gli obiettivi indicati sono il recupero di cibo e medicinali ancora utilizzabili, la riduzione dei rifiuti e il sostegno a chi incontra difficoltà economiche.
Il ruolo dell’amministrazione
Alla struttura comunale spetterebbero l’organizzazione e la gestione della dispensa, l’individuazione di uno spazio e il raccordo tra i soggetti già impegnati sul territorio. Le associazioni e gli altri enti coinvolti si occuperebbero invece della raccolta, della conservazione nei locali individuati e della consegna dei beni.
Secondo Scelgo Arezzo, l’aumento del costo della vita e l’emergere di nuove fragilità hanno reso il progetto ancora più attuale. La dispensa solidale viene descritta non soltanto come una risposta assistenziale, ma come uno strumento per collegare le realtà territoriali, contrastare lo spreco e sostenere un numero crescente di famiglie.
Il gruppo sottolinea infine che il Consiglio comunale si è già espresso all’unanimità e chiede quindi di rispettare l’impegno assunto con la città, senza riaprire una discussione sull’idea di fondo. La disponibilità a collaborare resta confermata, mentre la decisione sull’avvio del progetto viene ricondotta alla volontà politica della Giunta.