Sarà Prato a ospitare la terza tappa del percorso partecipativo promosso dalla Regione Toscana per la redazione del nuovo Libro bianco dedicato a una Toscana accogliente, solidale e plurale. L’appuntamento è in programma domani, 5 novembre, all’Officina Giovani, con avvio dei lavori alle 10.
L’iniziativa è promossa dall’assessora regionale con delega all’accoglienza e all’immigrazione Alessandra Nardini e punta a raccogliere proposte ed esperienze sui percorsi di inclusione delle persone con background migratorio. A Prato l’attenzione sarà rivolta in particolare alla formazione professionale, all’accesso al mondo del lavoro e al contrasto dello sfruttamento lavorativo.
Il programma della giornata
Ad aprire l’incontro sarà il saluto del vicesindaco di Prato con delega alle politiche per l’immigrazione, Diego Blasi, seguito dall’intervento introduttivo di Nardini. Sono previsti inoltre i contributi della vicepresidente della Giunta regionale Mia Diop e dell’assessore regionale con deleghe alla formazione professionale e al lavoro, Alberto Lenzi.
La seconda parte dei lavori si svolgerà attraverso quattro tavoli tematici paralleli. I gruppi discuteranno di formazione, orientamento e competenze; inserimento lavorativo e presa in carico sociale-lavoro; lavoro dignitoso, promozione della legalità e contrasto dello sfruttamento; imprese, reti territoriali e sviluppo locale.
Un percorso con enti e associazioni
Il percorso verso il Libro bianco è realizzato dalla Regione con Anci Toscana e con il contributo dell’Osservatorio sociale regionale. L’obiettivo è mettere a sistema e rafforzare le esperienze toscane di inclusione e cittadinanza attiva, oltre a formulare proposte per modificare norme considerate un ostacolo alla costruzione di una società plurale.
Il confronto coinvolge enti locali, istituzioni, realtà del Terzo settore, associazioni, parti sociali e altri soggetti pubblici e privati. L’iniziativa si inserisce in un lavoro condiviso tra più assessorati e direzioni regionali, chiamati a contribuire secondo le rispettive competenze, attraverso incontri nei territori con i soggetti impegnati nei percorsi di accoglienza e inclusione.