Taggia (IM)

A Taggia la sfida del 2027 passa anche dai social

Cerri ufficializza candidatura; gruppi civici cercano spazio, mentre il fronte progressista lavora per un’intesa.

La corsa alle amministrative di Taggia del 2027 si sta sviluppando anche sul terreno della comunicazione digitale. Dopo il passaggio di consegne politico avvenuto mercoledì in Comune tra il sindaco uscente Mario Conio e l’assessore regionale Chiara Cerri, indicata come figura di continuità amministrativa, l’attenzione si concentra sulle strategie dei diversi schieramenti e, in particolare, sul campo progressista.

In una fase nella quale candidature e alleanze sono ancora in costruzione, i social network rappresentano uno degli strumenti attraverso cui osservare posizionamenti, aperture e possibili distanze. Video, fotografie, dichiarazioni pubbliche e periodi di assenza dalle piattaforme non costituiscono necessariamente prove di accordi o rotture, ma possono offrire indicazioni sul modo in cui movimenti e candidati intendono presentarsi alla comunità.

La candidatura di Chiara Cerri

La prima a muoversi è stata Chiara Cerri, che ha accompagnato l’ufficializzazione della propria disponibilità a candidarsi con un video pubblicato sui social. L’immagine scelta, con maglietta nera e jeans, punta su una dimensione quotidiana e personale, distante dalla formalità istituzionale legata al ruolo ricoperto in Regione.

Nel messaggio Cerri richiama i dieci anni di impegno nella pubblica amministrazione, prima in Comune e poi a livello regionale, e parla di una decisione assunta con emozione, determinazione e consapevolezza della responsabilità. Il passaggio più rilevante riguarda il rapporto con Conio: l’assessore ringrazia il sindaco per il percorso condiviso e afferma di voler raccogliere il testimone, ma anche di voler costruire una nuova fase con libertà, idee e visione.

La candidatura cerca quindi di tenere insieme due esigenze: valorizzare il lavoro svolto dall’amministrazione uscente e, allo stesso tempo, evitare di apparire come una semplice prosecuzione dei dieci anni segnati dalla leadership di Conio. Cerri non ha accompagnato l’annuncio con un elenco di impegni programmatici, preferendo richiamare il legame con Arma, Taggia e Levà e il rapporto diretto con il territorio.

I movimenti civici e il fronte progressista

La comunicazione online è già stata utilizzata anche da alcuni progetti civici. Altamarea, promosso da Luigi Barisciani, ha scelto contenuti, podcast e interviste per presentarsi e aprire un confronto con esponenti di aree politiche differenti, tra cui Conio e l’oppositore Gabriele Cascino. Resta da capire se questo percorso si tradurrà in una proposta autonoma alle urne.

Il 16 giugno Michele Valente ha presentato sui social ITA – Insieme Taggia Arma. Il movimento ha trovato nella rete il primo spazio di visibilità pubblica, ma le pubblicazioni considerate risultano ferme al 16 luglio. Il dato non consente, da solo, di prevedere il futuro dell’iniziativa, anche se la continuità della presenza pubblica può incidere sulla riconoscibilità di un progetto.

Più incerto appare il percorso del campo progressista, che deve ancora verificare la possibilità di riunire sensibilità, esperienze e priorità diverse. Nei prossimi giorni sono attesi nuovi colloqui per valutare una candidatura condivisa. Prima ancora della scelta del nome, il nodo riguarda la costruzione di un’intesa sufficientemente ampia da sostenere una proposta competitiva.

In assenza di una convergenza, lo scenario potrebbe frammentarsi tra liste autonome, percorsi civici paralleli e iniziative destinate a interrompersi prima della presentazione ufficiale. Per questo, fotografie di incontri, dichiarazioni e messaggi pubblici potranno essere osservati come segnali politici, senza però essere interpretati automaticamente come accordi già raggiunti.

A circa sette mesi dall’appuntamento elettorale, la competizione di Taggia si muove dunque su due piani: quello tradizionale, fatto di alleanze, programmi e candidati, e quello digitale, legato alla visibilità e al modo di raccontare i progetti. La presenza sui social non garantisce consenso, così come un profilo poco aggiornato non dimostra necessariamente l’assenza di un’iniziativa politica. La trasformazione dei progetti in liste e candidature dipenderà comunque dal lavoro organizzativo e dagli accordi capaci di arrivare fino alle urne.