AsiCuba Umbria contesta la decisione del governo italiano di astenersi, in sede Onu, sulla risoluzione che chiede la fine del blocco commerciale, economico e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba. La posizione è contenuta in una nota firmata da Fabio Faina, presidente dell’associazione, ricevuta e pubblicata integralmente.
Secondo l’associazione, dal 1995 l’Italia aveva sempre votato a favore dell’eliminazione delle misure restrittive nei confronti dell’Avana. AsiCuba Umbria sostiene che, dopo 33 votazioni nelle quali i governi italiani avrebbero mantenuto la stessa linea, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni abbia scelto di cambiare orientamento, dando indicazione ai rappresentanti italiani presso il Palazzo di Vetro di astenersi.
Le accuse al governo
Nel documento, Faina definisce la scelta un cedimento alle pressioni degli Stati Uniti e del presidente Donald Trump. Il presidente di AsiCuba Umbria mette a confronto la posizione assunta dal governo con quella del governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, citato per aver respinto le richieste di interrompere la collaborazione con i medici cubani impegnati nella sanità calabrese.
La nota critica inoltre il silenzio dei parlamentari e degli esponenti istituzionali umbri, tra cui vengono citati i senatori Zaffini e Guidi e gli onorevoli Prisco, Marchetti, Nevi e Polidori. L’associazione chiede perché, a suo giudizio, non siano state espresse condanne pubbliche contro le conseguenze delle sanzioni sulla popolazione cubana.
Il riferimento alla situazione a Cuba
Nel testo AsiCuba Umbria collega il blocco alle difficoltà del sistema sanitario cubano e sostiene che la mortalità infantile sarebbe raddoppiata negli ultimi due anni. L’associazione attribuisce un ulteriore aggravamento della situazione alle misure sul petrolio adottate dall’amministrazione Trump. Si tratta di valutazioni contenute nella nota, che non vengono accompagnate nel testo da dati o fonti indipendenti.
Faina richiama anche il dibattito sul fine vita in Umbria, accusando alcuni esponenti politici e religiosi di applicare, secondo la sua interpretazione, una doppia morale nella difesa della vita umana. Nel passaggio conclusivo, AsiCuba Umbria ribadisce la propria posizione contro le sanzioni e gli interventi militari con lo slogan medici e non bombe, chiedendo un cambio di approccio nei rapporti internazionali con Cuba.