L’Alleanza antifascista di Grosseto ha annunciato una mobilitazione contro la nuova legge elettorale, indicando nell’articolo 1 della Costituzione il punto di partenza del proprio impegno. Secondo l’organizzazione, la disciplina del voto non sarebbe una questione soltanto tecnica, ma lo strumento attraverso il quale cittadine e cittadini esercitano la sovranità, eleggono il Parlamento e scelgono i propri rappresentanti.
In un comunicato, l’Alleanza sostiene che il sistema elettorale dovrebbe garantire libertà, uguaglianza del voto e rappresentanza, evitando che una minoranza di consensi possa tradursi in una maggioranza parlamentare ritenuta sproporzionata. Tra le criticità indicate figurano anche le limitate possibilità di scelta degli eletti e la distanza tra gli elettori e le istituzioni, che secondo il gruppo sarebbe aggravata dall’astensionismo crescente.
I rilievi sulla nuova legge
La legge, che secondo quanto riportato nel comunicato entrerà in vigore il 26 ottobre, viene definita dall’Alleanza antifascista come una riforma ipermaggioritaria. Nel mirino ci sono il premio di maggioranza, i capilista bloccati, l’assenza di una garanzia di genere per queste candidature e gli ostacoli che, a giudizio dell’organizzazione, potrebbero rendere più difficile la partecipazione delle nuove forze politiche.
L’Alleanza riferisce inoltre che, a livello nazionale, avvocati e costituzionalisti hanno promosso ricorsi per sottoporre tali profili al vaglio dei giudici delle 29 Corti d’appello e verificarne la compatibilità con la Carta costituzionale. L’organizzazione grossetana dichiara di voler sostenere l’iter dei ricorsi anche sul territorio provinciale, attraverso iniziative di informazione e sensibilizzazione.
L’appello alla partecipazione
Tra gli obiettivi indicati figurano la difesa della Repubblica parlamentare, delle prerogative del Presidente della Repubblica, dell’alternanza democratica e del principio delle pari opportunità. Secondo il comunicato, un eventuale accoglimento dei ricorsi potrebbe portare a modifiche della legge; qualora fosse censurato il premio di maggioranza, potrebbe riaprirsi anche il confronto su un ritorno a un sistema proporzionale puro.
La mobilitazione viene presentata non soltanto come una contestazione della legge elettorale, ma come un’iniziativa a tutela del diritto dei cittadini di scegliere chi li rappresenta e di incidere sulle decisioni pubbliche. L’Alleanza antifascista rivolge quindi un appello alle persone democratiche e antifasciste, invitandole a contribuire con le proprie competenze, a diffondere informazioni e a promuovere incontri.
Nel documento, il richiamo alla Resistenza e alla nascita della Costituzione accompagna la denuncia del rischio che una maggioranza parlamentare possa esercitare il potere senza adeguati contrappesi. L’Alleanza conclude chiedendo una reazione definita democratica e costituzionale e invitando la cittadinanza a unirsi nella difesa della democrazia e della rappresentanza.