Lombardia

Maxi cisterne, in arrivo schermature vegetali

BrianzAcque annuncia piantumazioni e recinzioni: la copertura completa sarà visibile dalla primavera successiva.

Le maxi cisterne verdi installate negli ultimi mesi in diverse aree verdi e giardini di Monza saranno circondate da vegetazione e schermature. L’obiettivo è ridurne l’impatto visivo e limitarne l’esposizione, dopo le preoccupazioni espresse dall’associazione HQMonza sulla possibilità che gli impianti diventassero bersaglio di atti vandalici.

Le strutture, utilizzate per la gestione dell’acqua potabile, sono state posizionate da BrianzAcque e hanno suscitato perplessità sia per le dimensioni sia per la collocazione in contesti urbani e residenziali. Secondo HQMonza, la presenza dei grandi impianti lasciati in vista avrebbe prodotto un impatto significativo sul paesaggio cittadino e avrebbe potuto esporre apparecchiature considerate importanti per la comunità.

Il piano per ridurre l’impatto

La richiesta di intervenire è stata raccolta dall’assessora all’Igiene ambientale Viviana Guidetti e dalla consigliera comunale di opposizione Martina Sassoli, del gruppo Noi Moderati. Le due amministratrici hanno ottenuto una risposta ufficiale dalla società partecipata, che ha illustrato il progetto previsto per la prossima stagione autunnale.

Il piano prevede la messa a dimora di essenze arbustive e vegetazione idonea, insieme all’installazione di elementi di schermatura e di recinzioni mascheranti. La copertura, tuttavia, non sarà immediata: BrianzAcque ha precisato che gli effetti completi degli interventi di mitigazione paesaggistica saranno progressivamente visibili a partire dalla primavera successiva, quando la vegetazione avrà avuto il tempo di svilupparsi.

La richiesta di soluzioni alternative

La risposta soddisfa solo in parte HQMonza, che ha annunciato l’intenzione di continuare a vigilare sull’evoluzione del progetto. L’associazione, pur prendendo atto dell’intervento annunciato, contesta la scelta di collocare le cisterne in modo così visibile e si interroga sulla possibilità di adottare fin dall’inizio soluzioni differenti.

Nel suo intervento, HQMonza cita alcune città lombarde, tra cui Milano, Brescia, Bergamo e Varese, dove strutture analoghe sarebbero state installate sottoterra, all’interno di edifici o in appositi casotti mitigati dal verde. Secondo l’associazione, a Monza gli impianti avrebbero invece un’impostazione assimilabile a quella di un’area industriale, non coerente con il carattere residenziale della città.