Una serata destinata a lasciare polemiche, sospetti e interpretazioni. Il 3-3 tra l’Austria di Rangnick e l’Algeria di Petkovic nell’ultima giornata della fase a gironi del Mondiale 2026 è il risultato che fa più discutere, perché il pareggio qualifica entrambe le squadre ai sedicesimi e condanna l’Iran all’eliminazione. Se lo 0-0 tra Australia e Paraguay aveva già alimentato qualche perplessità, così come il successo dell’Ecuador contro una Germania già certa del primo posto era apparso facilmente spiegabile con le diverse motivazioni, quanto accaduto a Kansas City ha inevitabilmente acceso il dibattito.
La partita, però, ha raccontato una storia molto diversa da quella di un pareggio cercato fin dall’inizio. È stata una gara ricca di ribaltamenti e colpi di scena, culminata in un finale incredibile. Al 93′ Riyad Mahrez sembrava aver scritto il destino del girone, portando l’Algeria sul 3-2 con un gol che avrebbe spalancato le porte della qualificazione all’Iran. Sembrava tutto deciso. Invece, proprio all’ultima azione disponibile, Sasa Kalajdzic è salito più in alto di tutti sugli sviluppi di un cross e, con il suo colpo di testa, ha fissato il punteggio sul definitivo 3-3, facendo esplodere la festa austriaca e spegnendo le speranze iraniane.
Proprio quell’epilogo ha alimentato le discussioni. C’è chi ha letto negli ultimi minuti della sfida qualche atteggiamento ambiguo da parte dell’Algeria, ipotizzando che un pareggio fosse comunque preferibile per evitare un possibile ottavo contro la Spagna e incrociare invece la Svizzera. Un’interpretazione nata soprattutto osservando alcuni giocatori algerini confabulare tra loro subito dopo il gol del momentaneo 3-2 di Mahrez, pochi istanti prima della ripresa del gioco.
A respingere qualsiasi insinuazione ci ha pensato il commissario tecnico dell’Austria, Ralf Rangnick, che ha liquidato ogni teoria con parole molto nette: “Chiunque sappia di calcio vi può spiegare: è impossibile programmare un pareggio per 3-3 nei minuti di recupero. Nessuno può architettare una cosa del genere. Neppure Alfred Hitchcock ci avrebbe pensato per un suo film. Certi pareggi per 0-0, come tra Australia e Paraguay, sono diversi. Nella nostra partita invece ci sono state emozioni incredibili. E credo che i tifosi si siano divertiti”.
Sulla stessa linea di Rangnick anche il tecnico dell’Algeria Vladimir Petkovic, deciso a difendere l’atteggiamento dei suoi giocatori nonostante le inevitabili voci nate dopo il triplice fischio: “Ha vinto il calcio: le emozioni finali dicono tutto. La voglia di battere l’Austria c’era e si è vista sul campo. Io sono orgoglioso dei miei ragazzi, che hanno provato senza calcoli a prendersi la partita, che è stata un po’ pazza ma regolare. C’è stato un periodo della serata in cui le squadre erano un po’ passive ma quello che è successo dopo ha dimostrato che nessuno voleva pareggiare”.
Le spiegazioni dei due commissari tecnici probabilmente non basteranno a spegnere il dibattito. Quando un risultato premia entrambe le squadre in campo, i sospetti fanno inevitabilmente parte del gioco. Stavolta, però, il susseguirsi degli eventi e un recupero ricco di colpi di scena raccontano una partita ben diversa da un semplice “biscotto”. A sorridere sono Austria e Algeria, entrambe qualificate. A piangere resta soltanto l’Iran, eliminato per questione di pochi secondi.