Milano (MI)

Milano si riconosce “Città della Cooperazione”: via libera del Consiglio comunale

La delibera impegna Palazzo Marino a valorizzare il modello cooperativo nelle politiche pubbliche, dall'edilizia sociale alla rigenerazione urbana, con monitoraggio delle misure e un futuro monumento dedicato ai principi cooperativi

Milano si riconosce “Città della Cooperazione”: via libera del Consiglio comunale

Il consiglio comunale di Milano ha approvato la delibera “Milano Città della Cooperazione”, un atto di orientamento politico che impegna l’amministrazione a inserire il modello cooperativistico nella definizione delle politiche pubbliche, con particolare attenzione ai piani di edilizia residenziale sociale, ai programmi di rigenerazione urbana e al sistema dell’abitare.

Milano si riconosce “Città della Cooperazione”

MILANO – Il provvedimento, che arriva a 140 anni dalla fondazione di Legacoop e dall’approvazione della prima legge sul mutuo soccorso, si collega al percorso del Piano attuativo per l’economia sociale per promuovere un modello di crescita cittadina basato su inclusione e sostenibilità.

Una risorsa per le sfide del presente

“Riconoscere Milano come ‘Città della Cooperazione’ significa affermare che la cooperazione non appartiene solo alla storia della città, ma rappresenta una risorsa per affrontare le sfide del presente, tra cui quella dell’abitare”,

spiegano la capogruppo del PD Beatrice Uguccioni e il presidente della commissione speciale per l’Economia civile Valerio Pedroni, che hanno curato il documento insieme ai vertici della commissione Lavoro, Mauro Orso e Natascia Tosoni. Secondo i promotori, la cooperazione di abitanti può costituire uno strumento decisivo per dare risposte partecipate e sostenibili alla richiesta di alloggi in città.

Cosa prevede

L’atto di indirizzo prevede inoltre che le commissioni consiliari competenti monitorino l’evoluzione delle politiche comunali in materia. Viene inoltre chiesto il coinvolgimento delle società partecipate e delle aziende pubbliche locali per attivare politiche di acquisto e affidamenti che favoriscano le cooperative sociali impegnate nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. A siglare il riconoscimento, la delibera dispone infine la futura realizzazione in città di un’installazione permanente o di un monumento pubblico dedicato ai principi cooperativi.